Il forte vento presente a Otepää non rallenta la corsa di Lukas Hofer che, in un inseguimento particolarmente complicato dalle condizioni meteo presenti al poligono, recupera terreno e risale sino alla settima posizione. Un risultato di prestigio per il 36enne di Montal che ha guadagnato sei posizioni rispetto alla sprint nonostante le temperature alte e la neve primaverile abbiano costretto gli atleti agli straordinari sugli sci.
“Sono morto perché oggi la pista non ti lasciava riposare nemmeno un secondo. Dovevamo andare al limite a ogni metro perché la neve era lenta e molle dappertutto. C’era tantissima acqua, però questo è uguale per tutti – ha spiegato Hofer ai microfoni del nostro inviato Giorgio Capodaglio -. Ho cercato di lottare fino alla fine. Anche se all’ultimo giro vedevo il podio, sapevo che non ne avevo abbastanza per chiudere così ho provato a prendere il settimo posto”.
Un podio che appare sempre alla portata per l’altoatesino che sta fornendo una costanza assoluta nelle prestazioni, dimostrando di potersela giocare con i primi della graduatoria nonostante la lotta sia particolarmente intensa: “Sono sempre lì, però il problema che ci sono sempre gli stessi a lottare per i primi quindici posti. Non ce n’è uno che molla, quindi mi sa che ci divertiremo a Oslo”.
A dimostrazione del talento di Hofer c’è sicuramente la precisione al tiro in un poligono difficile da comprendere complice il forte vento laterale che si è fatto sentire soprattutto in piedi. L’azzurro non si è fatto però prendere dalla frenesia e ha contenuto gli errori risultando fra i più precisi nel gruppo di testa.
“Oggi era una lotteria. In certi momenti il vento era così costante che dovevi cercare di rimanere dentro sul bersaglio. Soprattutto a terra, lì ho smesso di dare tacche perché ho cercato di ricordarmi quello che mi ha detto sempre Andreas Zingerle, di contromirare quando c’è troppo vento e ha sempre funzionato. Oggi non mi è entrato un colpo, ma ci stava – ha aggiunto Hofer quasi sconsolato -. Nella prima serie in piedi non so come certi atleti siano riusciti a prenderle tutte, nell’ultima ho cercato di sfruttare il momento. Ho frenato un po’ all’entrata del poligono. Avendo Christensen con me, ho pensato che fosse abbastanza alto e mi avrebbe coperto. Ho cercato lui e ho sfruttato la sua corporatura. L’ho incontrato in pista e ci siamo dati una mano lì, ma quando siamo arrivati lì, mi sono fatto da parte e l’ho lasciato passare, così sono riuscito a far un bello zero”.
Difficile quindi comprendere come Sturla Holm Lægreid sia riuscito a commettere soltanto un errore nell’ultima serie di tiro, una situazione che effettivamente ha lasciato perplesso lo stesso Hofer che si è detto più che soddisfatto per i tre errori commessi, osservando anche quanto compiuto da altri atleti come Emilien Jacquelin e Martin Uldal che hanno completato il podio.
“I primi tre colpi erano quasi impossibili finché non sono riuscito a partire. Ero là che si muoveva tutta la canna. Secondo me ho visto dieci sagome, non cinque – ha confessato scherzando l’azzurro -. Era già ottimo che riuscissi a beccarli in quella maniera. Ci sta, ho fatto il massimo possibile in questa serie per me. Magari qualcun altro riesce a farlo meglio. Però niente da dire, tre errori su 20 e ci sta oggi”.
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