In condizioni particolarmente complicate a causa delle temperature elevate che hanno colpito l’Estonia e del forte vento che si è abbattuto sull’impianto di Otepää, Christoph Pircher si conferma in costante crescita e si attesta nuovamente in zona punti in Coppa del Mondo di biathlon. Dopo aver chiuso trentesimo la sprint, il 22enne di Terlano ha perso quattro posizioni nell’inseguimento facendo segnare il secondo miglior piazzamento in carriera nel massimo circuito, tuttavia il portacolori delle Fiamme Oro Moena non si è detto così soddisfatto.
“Oggi mi aspettavo di più perché ho tre errori inutili nella seconda serie. Il vento oggi era parecchio così nella prima ho sparato alla piazzola tre che c’era meno vento. Per quello ho dato sei tacche, l’ho completata, poi alla seconda l’ho dovute ridare perché mi sa che mi trovavo attorno alla piazzola venti – ha raccontato un arrabbiato Pircher ai microfoni del nostro inviato Giorgio Capodaglio -. Ho guardato più cosa faceva il vento che concentrarmi sul mio lavoro. I tiri erano tutti alti perché non ho bloccato bene visto che mi sono concentrato più sul vento che sulla serie in sé. Quando do’ le tacche, devo sparare senza essere focalizzato su qualcos’altro e per questo sono parecchio rammaricato”.
A pesare sull’umore di Pircher ci sono proprio quei tre errori nella seconda serie a terra che hanno di fatto segnato la sua gara, facendogli perdere le posizioni guadagnate rispetto alla sprint e sporcando una prestazione che, nel complesso, lo ha visto ancora una volta protagonista. A tutto ciò va aggiunta anche un po’ inesperienza in condizioni così complicate che l’ha penalizzata nella parte in piedi dove era fondamentale trovare la copertura di qualche avversario per evitare le folate di vento.
“In piedi diciamo la prima serie non l’ho giocata bene perché, entrando allo stadio, ho sorpassato due atleti e mi sono chiesto perché tutti frenassero. Invece hanno frenato perché volevano che qualcuno andasse davanti a coprirli e quello sono stato io. Non ci ho pensato e, quando ero già passato, mi sono girato perché volevo lasciarli passare e mettermi dietro di loro – ha aggiunto Pircher –. Uno ci poteva stare in quel momento, mentre nella seconda ho ripensato a quanto mi ha detto lo skiman dell’IBU Cup, che nell’inseguimento nella prima e nell’ultima serie bisogna fare zero, quella è la base. Chiaramente anche in mezzo non bisogna sbagliare, però diciamo che quelle sono le due serie più importanti e con due ho perso posizioni. Peccato perché, essendoci vento, oggi la possibilità c’era”.
Prendendo parte a queste ultime tappe di Coppa del Mondo, Pircher si sta inoltre abituando all’ambiente del massimo circuito e alle esigenze che richiede, riuscendo così a compiere quei passi in avanti che servono per inserirsi al meglio.
“Sta diventando sempre più una routine correre a questi livelli. Non lo è ancora del tutto perché c’è ancora parecchio da imparare. Oggi c’era tantissima gente, facevano un tifo quando ero in partenza e presentavano gli atleti i primi sei e facevano un casino che non sono abituato. Era veramente bello, vediamo se avrò altre occasioni”.
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