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Salto con gli sci – Polemica a Oslo: allenatori contro la FIS dopo il caos del vento a Holmenkollen

Il fine settimana di Coppa del Mondo a Holmenkollen, a Oslo, ha lasciato strascichi pesanti nel mondo del salto con gli sci. Dopo la cancellazione del secondo turno della gara maschile a causa delle condizioni meteo proibitive, allenatori e atleti hanno espresso forti critiche nei confronti della FIS, accusata di aver voluto portare avanti la competizione nonostante il vento pericoloso.

Tra i più duri nei confronti della federazione c’è l’allenatore capo dell’Austria, Andreas Widhoelzl, che ha denunciato apertamente la gestione della gara.

“Devo criticare la FIS”, ha dichiarato all’emittente austriaca ORF. “Erano determinati a far disputare una prova solo per ottenere un risultato, ignorando di fatto la sicurezza degli atleti. In alcuni momenti è stato davvero pericoloso”.

Secondo il tecnico austriaco, la prima serie avrebbe dovuto essere annullata fin dall’inizio proprio per evitare rischi inutili per i saltatori. La successiva cancellazione della finale, ha aggiunto, è stata “urgentemente necessaria”.

La tensione era già emersa con il ritiro del tedesco Philipp Raimund, che aveva deciso di non prendere parte alla gara proprio per le condizioni del vento. Un gesto che molti nel circuito hanno interpretato come una presa di posizione sulla sicurezza.

Non è stato l’unico caso. Anche nella squadra slovena si è valutato seriamente il ritiro di alcuni dei principali protagonisti. L’allenatore Robert Hrgota ha rivelato all’emittente RTV di aver avuto forti dubbi sulla partecipazione dei suoi due atleti di punta, Domen Prevc e Anze Lanisek.

“Ero indeciso su entrambi, se dare loro il via libera per gareggiare”, ha ammesso Hrgota.

Lanisek ha poi sfiorato la vittoria per appena 0,1 punti, ma per il tecnico sloveno il risultato sportivo passa in secondo piano rispetto alla sicurezza. “Possiamo dire che Anze ha perso per un decimo, ma tutto sarebbe potuto andare storto. Alla fine siamo stati solo fortunati che nessuno si sia fatto male”.

Le polemiche erano iniziate già il giorno precedente, durante le qualificazioni del venerdì. Anche la squadra norvegese aveva espresso forti perplessità dopo che Marius Lindvik aveva rischiato una caduta seria.

Il norvegese Kristoffer Eriksen Sundal non aveva nascosto la sua frustrazione: “È davvero triste invitare atleti da tutto il mondo e poi farli saltare in condizioni in cui non dovrebbero nemmeno scendere dal trampolino”.

Sundal ha poi definito il ritiro di Raimund una “decisione matura”, sottolineando quanto sia delicato affrontare un salto quando il vento rende imprevedibile la fase di volo.

“Saltare con il vento è spesso spiacevole. E se quando sei in cima alla rampa non ti senti completamente a tuo agio, non ha senso saltare”, ha spiegato.

Le polemiche riaccendono così il dibattito sulla gestione delle gare in condizioni meteo estreme e sul reale peso attribuito alla sicurezza degli atleti nel circuito internazionale del salto con gli sci.

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