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Combinata Nordica – Samuel Costa racconta il quarto posto alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026: “Grazie a un imprenditore rumeno sono potuto tornare a gareggiare e realizzare il mio sogno”

© Gianpaolo Piazzi/CONI

Samuel Costa ha chiuso la propria carriera nella combinata nordica come meglio non poteva fare. Il 33enne di Selva di Val Gardena ha terminato al quarto posto la gara a squadre delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 in compagnia di Aaron Kostner fermandosi ai piedi del podio al termine di una rimonta epica sotto un’intensa nevicata. Un modo perfetto di congedarsi, ma soprattutto di chiudere la seconda parte della sua vita sportiva iniziata grazie a un aiuto inaspettato.

Com’è stata l’esperienza olimpica?

L’esperienza olimpica è stata molto bella. Devo dire anche il villaggio olimpico era molto bello e il tutto è stato organizzato molto bene. Mi sono divertito molto, anche se all’inizio ero un po’ forse troppo concentrato e quasi un po’ troppo irrigidito. Ho quindi fatto un po’ fatica all’inizio, ci ho messo un po’, ma sapevo che nella gara squadre potevamo fare bene.

Si aspettava il quarto posto nella gara a squadre?

Mi aspettavo un buon piazzamento, sapevo che, se facevo una buona gara, avremmo potuto finire tra i primi cinque. 

Come avete impostato con Aaron questa gara?

Sapevamo che sarebbe stata una gara lunga, quindi abbiamo provato comunque a partire abbastanza forte ma senza sprecare troppe energie. Poi dal secondo giro ho visto che avevamo gli sci buoni e ho chiesto allo skiman che era lì con noi se valeva la pena di rischiare e andare forte, capendo se potessi reggere o meno. Lui mi ha detto di rischiare e così ho cercato di tenere ogni giro il ritmo alto. Era una giornata dove stavo bene, durante la gara abbiamo deciso di rischiare e ne è valsa la pena perché così siamo riusciti a conquistare il quarto posto e a battere la Germania.

Come si gareggia sotto una nevicata così intensa?

Già nel riscaldamento c’erano alcuni punti da tenere d’occhio, per esempio dove sono caduti il giapponese e il tedesco in gara. Già lì si vedeva che c’era un dosso quindi si sapeva, forse loro hanno perso un po’ la concentrazione e sono caduti. Il terreno era comunque molto difficile perché bisognava essere abbastanza leggere e capire dove usare più o meno energie. Per noi la neve è stato un grande vantaggio perché entrambi siamo molto resistenti, non sono però condizioni dove ci si allena spesso.

Perché ha deciso di tornare dopo il ritiro nel 2024?

Prima l’obiettivo era sempre quello di partecipare alle Olimpiadi, però poi ho conosciuto mia moglie e ci siamo spostati. Erano già due anni che faticavo nello sport, oltre a ciò faticavo a conciliare la vita agonistica con quella privata, così ho deciso di lasciare. Nell’anno sabbatico ho incontrato un imprenditore rumeno con cui sono andato a sciare insieme. Lui mi ha chiesto della mia vita e, essendo appassionato di sport, mi ha detto che sarebbe stato disposto ad aiutarmi finanziariamente a tornare a gareggiare perché mi ero congedato dalla Polizia. Da un punto di vista finanziario è stato difficile e aver trovato questo sponsor è stato utile, così sono riuscito a combinare la vita sportiva con quella privata. Devo ringraziare anche la Federazione per avermi dato la possibilità di gestire la preparazione come volevo io perché se sei in Nazionale e hai tanti raduni, diventa difficile partecipare a tutti considerato che mia moglie vive negli Stati Uniti e spesso vado là. Con questa modalità sono riuscito a raggiungere le Olimpiadi.

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