Il ritorno di Sigfried Mazet nella Nazionale Francese di biathlon cambierà senza dubbio gli equilibri della formazione transalpina, ma al tempo stesso potrebbe dare nuova linfa a una formazione che nell’ultima stagione ha brillato in Coppa del Mondo e alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
A esserne certo è Simon Fourcade che potrà lavorare al fianco del collega come preparatore atletico dopo che lo stesso Mazet ha espresso la volontà di affiancare come allenatore del tiro l’ex campione a cinque cerchi.
“Sono davvero felice di iniziare con il piede giusto, perché è sempre più complicato intraprendere un’avventura del genere quando le cose sono più delicate – ha spiegato Fourcade ai microfoni di Nordic Magazine -. Apparteniamo più o meno alla stessa generazione, il che semplificherà le cose dal punto di vista relazionale rispetto a quanto accadeva con Jean-Pierre [Amat], anche se andavo già molto d’accordo con lui. È stato anche il mio allenatore in passato e ho apprezzato molto i suoi metodi di lavoro.”
Chiaramente ci saranno novità per gli atleti francesi che avranno a che fare con un allenatore che imposterà la preparazione in maniera differente rispetto a quanto fatto dai predecessori, permettendo ai talenti transalpini di alzare ulteriormente i propri limiti.
“È un allenatore che ha vissuto per dieci anni con l’approccio norvegese al biathlon. Anche se non credo in una tecnica segreta che permetterebbe a tutti gli atleti di portarsi al vertice, lui arriva con un’aura grazie alla quale sarà inevitabilmente ascoltato dagli atleti, che saranno curiosi di vedere come si fa in Norvegia – ha aggiunto Fourcade -. Gli atleti non hanno mai avuto veri e propri allenatori di biathlon, a eccezione di Patrick Favre per alcuni anni. Con Siegfried [Mazet] ci sarà un approccio più olistico, che porterà una nuova prospettiva agli atleti dopo l’approccio tecnico di Jean-Pierre [Amat]. Per me, è più in linea con ciò di cui abbiamo bisogno nel tiro a segno del biathlon”.
