Bisognerà attendere ancora per conoscere il programma definitivo delle Olimpiadi Invernali delle Alpi Francesi 2030. Il Comitato Esecutivo del CIO ha infatti deciso di posticipare di alcune settimane la scelta sulle discipline, sugli eventi e sulle quote atleti dei prossimi Giochi, rinviando così anche una delle questioni più delicate del panorama degli sport invernali: il futuro olimpico della combinata nordica.
A seguito della proposta del Comitato Organizzatore delle Alpi Francesi 2030 di includere nuovamente lo sci alpinismo – entrato per la prima volta alle Olimpiadi con Milano Cortina 2026 – al programma (questa volta con cinque eventi complessivi), l’Executive Board del CIO ha scelto di separare temporalmente il dossier legato al programma olimpico 2030 dalle altre decisioni strategiche collegate al progetto “Fit for the Future”, previste per la fine di giugno.
Il rinvio significa che, almeno per il momento, nessuna disciplina può considerarsi definitivamente confermata o esclusa dal programma delle prossime Olimpiadi. E tra quelle maggiormente sotto osservazione c’è proprio la combinata nordica, da mesi al centro di dubbi e discussioni legate alla sostenibilità del format, alla visibilità internazionale e soprattutto all’assenza di gare femminili olimpiche.
Negli ultimi mesi diversi dirigenti FIS hanno apertamente riconosciuto come la permanenza della disciplina ai Giochi non sia scontata. Non a caso il neo presidente FIS Alexander Ospelt, appena eletto a Belgrado, ha indicato proprio la difesa della combinata nordica come una delle sue priorità immediate.
Il rinvio deciso dal CIO servirà proprio a consentire una valutazione più approfondita dell’intero programma olimpico. La revisione terrà conto dei dati raccolti durante i Giochi italiani, analizzando parametri come audience televisiva, interesse digitale, presenza di pubblico, copertura mediatica e diffusione globale delle varie discipline.
Il CIO ha spiegato che il processo si basa su quattro principi fondamentali – equità, solidità metodologica, completezza e coerenza – e che tutte le federazioni internazionali degli sport invernali sono state coinvolte nella definizione dei criteri di valutazione.
Per la combinata nordica, dunque, la partita resta completamente aperta. Il rinvio offre più tempo alla FIS per difendere una disciplina storica del programma olimpico, ma prolunga anche l’incertezza attorno a uno sport che rischia concretamente di giocarsi nei prossimi mesi una parte fondamentale del proprio futuro.
