Nonostante abbia soltanto ventitré anni, Mani Cooper si trova già dall’altra parte della barricata. L’ex combinatista britannica ha infatti terminato la propria carriera molto presto, complice l’esclusione della specialità dalle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
Una presa di posizione che non le ha però impedito di rimanere comunque al fianco dello sport che ama e che le ha consentito di intraprendere una nuova carriera, questa volta come allenatrice e commentatrice per FIS TV.
“Ci sono molti risultati di gara di cui vado fiero, ma ciò che mi fa sorridere di più sono i ricordi e le amicizie che ho costruito lungo il percorso, in particolare con i miei compagni di squadra austriaci, così come con allenatori e amici provenienti da tutto il mondo della combinata – ha raccontato Cooper al sito della FIS -. Viaggiare per il mondo, superare insieme le sfide e rappresentare la Gran Bretagna in uno sport così impegnativo mi ha regalato esperienze che mi sono rimaste impresse molto più a lungo di qualsiasi podio”.
Se le Olimpiadi Giovanili e i Mondiali Juniores sono stato il punto più alto della carriera dell’inglese, l’addio alla carriera agonistica ha probabilmente segnato maggiormente Cooper che ha però accettato di buon grado la situazione lavorando piuttosto alla promozione di questa disciplina.
“Non ho mai avuto il finale di carriera che speravo. La decisione di porre fine alla mia carriera è stata presa per me quando ero ancora al culmine della forma e mi stavo avviando verso quella che avrebbe potuto essere una delle mie migliori stagioni. All’epoca, la combinata nordica femminile non era inclusa nel programma olimpico e, di conseguenza, il mio team decise di non poter più continuare a supportare una disciplina non olimpica – ha aggiunto la 23enne britannica -. Nonostante ciò, il mio amore per la combinata nordica non è mai svanito. Ho sempre saputo di voler intraprendere la carriera di allenatore e mi è sembrato naturale dare qualcosa in cambio a questo sport. Il supporto che ho ricevuto durante la mia carriera è stato incredibile e volevo trasmetterlo alla prossima generazione. Aiutare i giovani atleti a crescere e condividere le mie conoscenze, la mia esperienza e il mio entusiasmo è incredibilmente gratificante”.
Proprio questa gratificazione ha permesso a Cooper anche di sfruttare alcune doti che non aveva considerato durante la carriera agonistica e metterle a disposizione delle generazioni che intraprenderanno questa strada. Il tutto offrendo loro consigli e soprattutto quelle virtù che servono per permettere a un atleta di essere performante in ogni condizione.
“Come atleta, sei naturalmente concentrato sulla tua prestazione, ma come allenatore devi capire ogni atleta come individuo. Si impara la pazienza, la comunicazione e l’importanza di adattare il proprio approccio per aiutare le diverse personalità ad avere successo – ha concluso l’ex combinatista -. Sottolineo sempre l’importanza della resilienza, della disciplina e del piacere di affrontare il percorso. Il successo non arriva dall’oggi al domani, e imparare a gestire le battute d’arresto è tanto importante quanto celebrare le vittorie. Incoraggio inoltre il rispetto per i compagni di squadra, gli avversari e lo sport stesso”.
