L’esclusione della combinata nordica dal programma olimpico non ha frenato Iacopo Bortolas che, dopo l’esperienza a cinque cerchi a Pechino 2022, è intenzionato a proseguire verso i Mondiali in programma a Falun (Svezia) il prossimo febbraio.
Il 23enne di Tesero sta continuando ad allenarsi intensamente dopo una stagione di alti e bassi che l’ha visto alternarsi fra Continental Cup e Coppa del Mondo saltando così la rassegna olimpica andata in scena a Milano-Cortina. L’obiettivo è qualificarsi per la competizione iridata e poi valutare eventualmente come muoversi in vista del prossimo quadriennio olimpico.
Come si è sentito quando ha appreso che la combinata nordica non avrebbe più fatto parte del programma olimpico?
Sicuramente è stata una notizia molto negativa per noi, sotto tanti aspetti. Alla fine ci si allena per partecipare alle Olimpiadi o, nel migliore dei casi, per puntare a una medaglia olimpica. Non avere più questo obiettivo è sicuramente una delusione per noi e per tutto il circuito della combinata nordica. Come ben sappiamo, senza le Olimpiadi i gruppi sportivi non arruolano più giovani atleti e diventa tutto più complicato. Anche gli sponsor fanno più fatica a investire in uno sport che non è olimpico. È stata quindi una notizia molto negativa per tutti noi. D’altro canto ci sono comunque la Coppa del Mondo e i Campionati del Mondo, quindi noi continuiamo a fare il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto. Cerchiamo di andare avanti.
Ha partecipato alle Olimpiadi nel 2022, quindi immagino ci fosse la voglia di tornarci quattro anni dopo
Sicuramente sì. Ho avuto la fortuna di partecipare alle mie prime Olimpiadi quando ero molto giovane, avevo solo 18 anni. Quest’anno ho avuto alcuni problemi a inizio stagione: un piccolo infortunio mi ha impedito di ottenere i criteri interni per qualificarmi alle Olimpiadi in casa. Io ero partito già da questa primavera con l’idea delle Olimpiadi del 2030 e poi è arrivata questa notizia. All’inizio non è stato facile digerirla, ma poi si cerca sempre di andare avanti.
La sua idea è comunque quella di continuare con la combinata nordica?
Sì, al momento sicuramente sì. So di avere delle capacità anche nel salto speciale, viste le mie caratteristiche fisiche. Però mi piace e mi affascina questo sport: la combinazione tra salto e fondo non è affatto banale. In futuro, magari avvicinandoci alle Olimpiadi del 2030, non escludo la possibilità di passare al salto speciale, ma al momento resto convinto di continuare nella combinata nordica.
Nel vostro ambiente c’è davvero la speranza di riuscire a rientrare nel programma olimpico nel 2034 oppure è un obiettivo talmente lontano che non ci si pensa nemmeno?
La speranza c’è, sicuramente. Anche sentendo i vari addetti ai lavori della FISI, l’obiettivo è quello di impegnarsi per riuscire a inserire la combinata nordica nel programma olimpico del 2034. Da atleta, però, otto anni sono tanti e dire oggi se ci sarò ancora è difficile. Certamente noi atleti, insieme alla FISI e a tutto l’ambiente, faremo il possibile perché la combinata possa tornare alle Olimpiadi nel 2034. Secondo me, anche per questo motivo è importante che gli atleti non abbandonino la combinata nordica. Altrimenti questo sport rischia di perdere sempre più visibilità e di chiudersi su sé stesso.
Come sta andando la preparazione? Come si sta trovando con il nuovo staff della Nazionale?
La preparazione è iniziata un po’ in ritardo proprio a causa di questo cambiamento nello staff tecnico. Alla fine è cambiata soltanto la parte del salto, però ci sono state alcune difficoltà nel trovare la persona giusta. Devo dire però che mi sono trovato bene fin da subito. La preparazione sta andando bene e mi sento bene. L’allenatore del salto, Paolo Bernardi, lo conoscevo già: avevo avuto l’occasione di allenarmi con lui quattro o cinque anni fa, quando ero junior, e mi ero trovato bene già allora. Anche adesso si è creato un bel rapporto. Per quanto riguarda il fondo, invece, non è cambiato nulla rispetto all’anno scorso, perché c’è sempre Giuseppe Chenetti. Quindi continuiamo sulla stessa linea di lavoro. Per il momento mi sto trovando bene e mi sento anche abbastanza in forma per questo periodo della stagione. Sono molto fiducioso in vista dell’inizio della stagione.
In squadra quest’anno ci saranno anche Alessandro Pittin e Raffaele Buzzi, due suoi ex compagni di squadra. Quanto è importante avere nello staff tecnico figure così rappresentative per la storia della combinata nordica italiana?
Loro lavorano soprattutto con i ragazzi più giovani, però comunque li vedo spesso. Soprattutto Alessandro, visto che abitiamo entrambi in Val di Fiemme: ci incontriamo spesso in palestra o durante gli allenamenti. Credo che, soprattutto per i più giovani, avere delle figure che fino all’anno prima vedevi gareggiare e che adesso ti allenano sia qualcosa di molto importante. Avere come allenatori quelli che erano i tuoi idoli è sicuramente uno stimolo in più.
Quali sono gli obiettivi per questa stagione?
L’obiettivo principale è sicuramente il Mondiale di Falun, che rappresenterà il culmine della preparazione. Poi naturalmente c’è tutto il circuito di Coppa del Mondo, che resta un altro obiettivo importante. A metà agosto avremo le prime gare estive, che serviranno soprattutto come test. Sarà comunque importante confrontarsi già con le altre nazioni per capire se la preparazione sta andando nella direzione giusta. L’obiettivo principale resta il Mondiale di Falun e faremo di tutto per arrivarci nelle migliori condizioni possibili.
Su quali aspetti sta lavorando maggiormente?
Stiamo lavorando molto sulla parte del fondo, che è sempre stato un po’ il mio punto debole. Per il momento sono molto contento di come stanno andando le cose, perché non mi era mai capitato di sentirmi già così in forma in questo periodo della stagione. Questo mi fa ben sperare sia per il prosieguo della preparazione sia per l’inizio della stagione. Per quanto riguarda il salto, invece, sono sempre stato abbastanza stabile. Ovviamente ci sono stati alti e bassi, però è probabilmente la mia disciplina più forte. L’obiettivo sarà quindi quello di mantenere il livello che ho raggiunto.
