Dopo un lungo viaggio in Norvegia, Eric Perrot torna in gara e lo fa proprio nel paese scandinavo in occasione del Blink Festival. Il 25enne di Peisey Vallandry ha avuto modo di conoscere il paese d’origine della madre potendosi al tempo stesso preparare per i prossimi impegni.
“Sono stati due mesi intensissimi! E’ stata un’esperienza fantastica, proprio quello che desideravo. È bello staccare un po’ e fare le proprie cose. Dato il mio forte legame con la Norvegia, è stata l’occasione perfetta per fare tutto questo lì. Ho trascorso del tempo con la mia famiglia, con la mia ragazza e, soprattutto, immerso nella natura. La Norvegia è davvero selvaggia! Abbiamo girato in macchina, fermandoci in diversi posti – ha spiegato Perrot ai microfoni di Nordic Magazine -. Mi sono anche allenato! Ho incontrato molte persone che mi chiedevano se le vacanze fossero andate bene, ma non si trattava di una vacanza, bensì di un allenamento. Era tutto molto strutturato. Ogni mattina c’era una sessione di allenamento, così come ogni pomeriggio, e tra mezzogiorno e le due si guidava o si faceva un pisolino”.
L’attività fisica non è insomma mai mancata, nemmeno quando Perrot si è spinto più a nord, fino alle Isole Lofoten, dove gli impianti scarseggiano un po’. Il francese non si è però mai fermato e ha cercato di sfruttare tutte le occasioni a propria disposizione accompagnandole a visite ai propri parenti presenti nella Penisola Scandinava.
“C’erano meno poligoni di tiro e piste da sci a rotelle per me, ma strade bellissime, paesaggi meravigliosi e una natura splendida. Ho compensato la mancanza di opportunità di tiro con altre attività, soprattutto escursioni in scenari meravigliosi – ha aggiunto Perrot -. Poi abbiamo guidato ancora più a nord, appena a sud di Tromsø, verso Bardufoss, dove ho dei parenti. Abbiamo trascorso una settimana lì con loro e sono riuscito a tornare ai poligoni di tiro. In Norvegia sono davvero ovunque e avevo una mappa che mi permetteva di individuarli! Ho cliccato su di essi e ho contattato le persone. Sono rimasto piuttosto sorpreso di scoprire che ce n’erano così tanti!“.
La possibilità di staccare e allenarsi senza pressioni è stata probabilmente l’occasione più preziosa per il campione olimpico che in Norvegia sembra aver trovato il proprio habitat naturale tanto da aver ottenuto riscontri importanti anche sul fronte dell’allenamento.
“Si è instaurata una routine, fatta di continui spostamenti da uno stadio all’altro. Le vacanze sono improvvisamente meno allettanti e meno sognanti, ma questa è la mia realtà di atleta e biatleta. La mia ragazza mi ha dato un grande supporto durante gli allenamenti e mi è stata di enorme aiuto anche con la logistica. Ho potuto andare in bicicletta o con gli sci a rotelle mentre lei guidava il furgone. Abbiamo potuto spostarci da un piccolo villaggio all’altro, facendo un po’ di turismo qua e là – ha concluso Perrot -. A volte mi è sembrato un po’ come tornare alla civiltà dopo qualche giorno nella pampa, lontano da tutto! Onestamente, è uno dei migliori allenamenti che abbia mai fatto da quando ho iniziato. Ogni anno sento di fare progressi con la preparazione estiva, e quest’anno è proprio così. È più efficiente, più preciso”.
