Eric Perrot ha vissuto un’estata speciale complice il lungo viaggio in Norvegia e il rientro in squadra avvenuto di fatto proprio a ridosso del Blink Festival, primo appuntamento stagionale per la squadra francese di biathlon.
Il 25enne di Peisey Vallandry ha ottenuto il permesso dai dirigenti della squadra francese che hanno appoggiato questa scelta, soprattutto da parte di Siegfried Mazet che, nonostante l’arrivo da poco tempo nella formazione transalpina, ha già lasciato il segno.
«Ritrovarmi da solo per un po’ e lavorare su me stesso era anche uno degli obiettivi di questa esperienza. Gli allenatori lo hanno capito e lo hanno rispettato – ha sottolineato Perrot in un’intervista a Nordic Magazine -. Mazet deve capire come lavoro, quindi mi ha chiamato un paio di volte per stabilire un contatto e fare progressi, in modo che io non debba ricominciare da zero ad agosto al mio ritorno».
Perrot ha trovato un ottimo legame con il nuovo tecnico del tiro che, nonostante l’ingresso nella squadra, ha deciso di non rivoluzionare completamente quanto fatto in precedenza dal talento francese.«Apprezzo molto il rapporto che stiamo costruendo. Sta cercando di capire come lavoro. Questo è importante affinché possa contribuire con la sua esperienza su punti chiave, piccoli, ma fondamentali – ha concluso Perrot -. Non ho bisogno di rivoluzioni perché la maggior parte delle cose funziona. In generale, è qui per mettere a disposizione tutto ciò che sa grazie ai suoi dieci anni di esperienza in Norvegia e, prima ancora, in Francia. Ho molto da imparare, quindi lo ascolto, soprattutto in questo periodo dal mio ritorno dopo due me“.
