Home > Notizie
Biathlon

Biathlon – Justine Braisaz-Bouchet, un calciolo su misura nato dall’unione tra innovazione e artigianato

@focus-outdoor

Nella costante ricerca di ogni possibile margine di miglioramento, Justine Braisaz-Bouchet ha scelto di affidarsi a due eccellenze francesi nella progettazione dell’attrezzatura da biathlon. Clément Jacquelin, fondatore di Athletics 3D, e Franck Badiou, maestro armaiolo ed ebanista da tempo legato alle nazionali francesi, hanno collaborato alla realizzazione di un nuovo calciolo ibrido, nel quale la stampa 3D incontra la lavorazione artigianale del legno.
Alla base del progetto vi era una richiesta precisa della campionessa olimpica: alleggerire la propria carabina e migliorarne l’ergonomia nel tiro in piedi, mantenendo però le sensazioni offerte dal calciolo utilizzato fino a quel momento.

L’ispirazione dal calcio di Martin Uldal

L’idea è nata dopo che Braisaz-Bouchet e suo marito, Julien Bouchet, hanno osservato il calciolo realizzato da Athletics 3D per il norvegese Martin Uldal in occasione del World Team Challenge di Schalke.
«La richiesta è arrivata da Justine e Julien. Dopo aver scoperto a Schalke il calciolo realizzato per Martin Uldal, mi hanno chiesto se fosse possibile applicare gli stessi principi per alleggerire la carabina di Justine. Il progetto ha preso rapidamente forma e il risultato finale ha soddisfatto pienamente le aspettative», ha spiegato Clément Jacquelin.
Il peso esatto della carabina non è stato reso noto, ma l’attrezzo rispetta naturalmente il regolamento dell’IBU, che prevede un peso minimo di 3,5 chilogrammi.

Un intervento completamente su misura

Anziché partire da un calciolo interamente nuovo, i tecnici hanno scelto di sviluppare in modo mirato quello già utilizzato dalla biatleta francese.
«Justine voleva conservare il suo calciolo attuale. È stato quindi necessario riprogettare la parte anteriore, l’appoggio utilizzato nel tiro in piedi, il relativo sistema di fissaggio e l’intero poggia guancia. Per integrare questi nuovi elementi, in particolare la componente anteriore su un calciolo in legno, la competenza di Franck Badiou è stata una scelta naturale. Gli abbiamo fornito tutti i pezzi progettati e prodotti nel laboratorio di Corrençon-en-Vercors, affinché potesse adattarli. Questa collaborazione ci ha entusiasmati», ha aggiunto Jacquelin.
La partnership ha permesso di sfruttare i vantaggi della produzione additiva per ottimizzare alcune componenti, integrandole nel lavoro artigianale eseguito sul legno.

Due percorsi che tornano a incrociarsi

Oltre all’aspetto tecnico, il progetto ha anche un particolare valore simbolico, perché riunisce due professionisti che si conoscono dall’inizio del 2010.
«Ho incontrato Franck quando facevo parte della nazionale juniores francese di biathlon. All’epoca stavo iniziando gli studi di ingegneria e ammiravo il suo lavoro. La sua esperienza ha senza dubbio contribuito ad alimentare la mia ambizione di progettare attrezzature innovative al servizio della prestazione. Oggi poter unire le nostre competenze in un progetto destinato a Justine ha un significato davvero speciale», ha raccontato il fondatore di Athletics 3D.
Il nuovo calciolo di Braisaz-Bouchet rappresenta così anche l’evoluzione dell’attrezzatura nel biathlon moderno. La produzione additiva non sostituisce il lavoro degli armaioli specializzati, ma lo completa: innovazione tecnologica e artigianato tradizionale si incontrano con un unico obiettivo, quello di ricercare la massima prestazione ai vertici della disciplina.

Share:

Ti potrebbe interessare

Image
Image
Image