La stagione internazionale dello skiroll entra nel vivo con le gare internazionali e lo fa partendo dalla Svezia, nel cuore della Trollhättan Action Week, appuntamento ormai consolidato nel calendario estivo degli sport nordici. Da venerdì 28 a domenica 30 agosto, la località svedese ospiterà infatti la prima tappa della Coppa del Mondo 2026, proponendo tre gare dalle caratteristiche molto diverse e, per certi versi, atipiche rispetto ai format abituali dello skiroll.
Per le prossime tre settimane, l’allenatore responsabile Marco Sala guiderà i lettori di Fondo Italia alla scoperta delle singole tappe, delle specifiche tecniche, degli obiettivi e delle insidie che si presentano di volta in volta.
«La Trollhättan Action Week è un evento particolare perché è aperta a tantissimi atleti. Nonostante ciò i nostri ragazzi, essendo spesso comunque in ottima posizione di partenza, possono gareggiare in schemi di tranquillità, nel gruppo di testa. Un’altra caratteristica peculiare, specialmente nella 50 km, è che gran parte del tracciato è aperto al traffico, con i cittadini che si autoregolano nei percorsi collinari e finiscono per fermarsi, farsi da parte e fare il tifo».
Dal punto di vista tecnico si tratta di gare impegnative, lontane anche dal contesto “classico” dello skiroll come si è abituati a vederlo normalmente in contesti nazionali ma anche in Coppa del Mondo.
«Si parte con una sprint “lunga” di 1,3km, atipica per lo skiroll, dove siamo abituati a correre sui 200m. Questo fa sì che sia una gara più congeniale ai fondisti per terreno, format e anche lo skiroll scelto dall’organizzazione, ma possiamo comunque far bene, ed essere fianco a fianco con atleti che partecipano alla Coppa del Mondo di fondo, Mondiali e Olimpiadi per noi sarà una bella occasione di confronto. Il secondo giorno è in programma l’Alliansloppet, che ha caratteristiche simili alle gare del circuito Ski Classics, con lunghe distanze in double poling. Qui diventa importante stare in gruppo, gestire bene l’adattamento al contesto scandinavo, collinare e tendenzialmente veloce. L’ultima gara invece è una gara a cronometro su un circuito cittadino, di 15km per i senior e 7,5 km per le categorie junior, che si avvicina di più alle nostre caratteristiche, ma essendo in tecnica classica tende ad avvantaggiare gli atleti nordici. Noi invece siamo un po’ più prestanti nella tecnica libera, ma daremo comunque del filo da torcere agli atleti sicuramente di alto livello».
L’atipicità del format delle prime due gare, la sprint lunga e l’Alliansloppet, richiedono specificità diverse. Questo, insieme a la stagione più compressa, ha fatto sì che quest’anno il lavoro di preparazione fosse differente per gli atleti.
«Il cambiamento del calendario FIS, con lo spostamento dei Mondiali in Lettonia da luglio a settembre, ha reso il programma molto più fitto e ha avuto ripercussioni anche sulla programmazione del lavoro e sulla ricerca della massima performance. Le gare ravvicinate permettono sì all’atleta di prepararsi bene durante la stagione estiva, cercando il picco di forma in un periodo più limitato, ma al contempo se non si arriva al massimo della forma, se si ha qualche acciacco fisico, indisposizione o malanno, la stagione può essere seriamente compromessa.
Durante la preparazione sia individuale che collegiale inoltre abbiamo tenuto conto dei format diversi, creando allenamenti che avessero delle caratteristiche morfologiche simili. Per la sprint, ad esempio, abbiamo creato tracciati che terminassero con un tratto in salita, abbiamo fatto prove cronometrate e ricreato le fasi di gara, dalla qualifica fino alla finale, oltre a protocolli di allenamento che stimolassero le capacità necessarie, dalla ricerca di un ottimo Vo2 max alle capacità lattacide tipiche di uno sforzo di circa tre minuti e con skiroll lento.
Per la gara lunga abbiamo lavorato sia sulla tattica, con uscite che fossero superiori ai 40-50 km di distanza, che sulla forza, inserendo dei protocolli di valutazione al Ce.Ri.S.M., ma anche lavorando in sala pesi, mettendo l’accento sul lavoro del tronco e degli arti superiori, ad esempio con l’uso frequente dello skierg per imparare a gestire quel tipo di passo a livello di tecnica e di intensità».
In definitiva ci si può aspettare già quest’anno un miglioramento da parte degli azzurri rispetto allo scorso anno.
«I risultati non sono paragonabili a quelli delle altre gare di Coppa del Mondo, però nel confronto con atleti di altissimo livello, abbiamo già avuto diverse soddisfazioni. Quest’anno schiereremo atleti con caratteristiche più affini, con esperienza nello Ski Classics, quindi sicuramente abbiamo aspettative più alte».

