La Coppa del Mondo di skiroll si prepara a vivere il suo ultimo appuntamento stagionale in Val di Fiemme. Una tappa conclusiva che riproporrà format ben conosciuti e che, grazie alle caratteristiche dei percorsi e per il fattore campo, può rappresentare un’occasione importante per chiudere nel migliore dei modi la stagione. A fare il punto sull’appuntamento è il tecnico azzurro Marco Sala, che ci ha accompagnato in queste settimane alla scoperta delle tappe del massimo circuito.
«In Val di Fiemme, che è la tappa conclusiva, gli atleti gareggeranno sui format tipici che abbiamo visto negli ultimi anni», spiega. Il programma infatti si apre con la Mass Start in salita che porterà gli atleti sul pendio del Cermis per passare poi alle due gare di Ziano di Fiemme, la sprint di 200m e la team sprint a skating.
Proprio la gara in salita rappresenta uno degli appuntamenti sui quali la squadra italiana può guardare con particolare fiducia. «Per noi è un vantaggio, perché comunque è un format che ha sempre messo in evidenza le nostre caratteristiche e regalano i bei risultati ai nostri atleti». Anche le altre due prove sembrano comunque adattarsi bene alle caratteristiche degli italiani. Il riferimento più significativo è quello della sprint Campionati del Mondo disputati due anni fa, quando nella stessa giornata arrivarono le vittorie di Becchis, Mortagna e Ghiddi. «Ha confermato che è un tracciato a noi congeniale», osserva Sala, descrivendo un percorso «molto veloce e pianeggiante».
A questo si aggiunge il vantaggio di gareggiare in casa, con una conoscenza approfondita dei terreni di gara, in particolare nella gara a circuito che «non prevede grandissimi dislivelli, tant’è che la salita fondamentalmente è solo una, con un tratto in discesa lungo e un falso piano molto tecnico con delle curve che porta poi in un rettilineo finale o di transito. È un circuito che per noi potrebbe essere molto congeniale». Gareggiare in casa, però, non significa soltanto poter contare sulla conoscenza dei percorsi e sul sostegno del pubblico. Ci sono anche alcune insidie da gestire «prevalentemente legate al meteo», spiega il tecnico azzurro. «Dopo una stagione molto calda come è stata quest’estate, il rischio concreto, in un settembre già abbastanza inoltrato, è quello di avere giornate veramente fredde, e questo chiaramente può mettere in difficoltà chi è più abituato ad allenarsi a temperature ampiamente superiori ai 30 gradi».
C’è poi un’altra componente, questa volta psicologica: «in una gara in casa si ha il pubblico molto più presente e si hanno un po’ più di aspettative sulle spalle. Con l’aiuto della psicologa che ci sta seguendo tutta la stagione cercheremo di farlo diventare per noi un vantaggio e non una pressione effettiva».
A complicare ulteriormente la gestione dell’ultima tappa c’è però il calendario particolarmente fitto di questa stagione: la squadra arriva in Val di Fiemme al termine di una sequenza di trasferte internazionali che ha visto la squadra andare prima in Svezia e poi in Lettonia per i Mondiali.
«Il rischio chiaramente c’è» ammette Sala, riferendosi alla possibilità che gli atleti arrivino all’ultima tappa scarichi sia fisicamente sia mentalmente. «I trasferimenti che sono stati tutti consecutivi e le insidie sono legate agli spostamenti, quindi lo stress del viaggio, del volo, delle posizioni da tenere per tante ore. Trascorrendo tanto tempo luoghi molto affollati aumenta anche il rischio di poter ammalarsi, molto banalmente prendere un raffreddore o una piccola febbre, che potrebbero però compromettere le performance dei giorni successivi».
Per questo la gestione del recupero diventa parte integrante della preparazione. Lo staff lavora insieme al fisioterapista per fornire agli atleti indicazioni pratiche su come affrontare al meglio i trasferimenti, dai tempi di recupero alla logistica, fino alle strategie per aumentare il comfort durante i viaggi.
«Gestiamo anche l’alimentazione all’estero, che chiaramente per noi italiani, che siamo abituati molto bene, diventa complesso. L’esperienza ci ha insegnato tante piccole strategie che sicuramente limiteranno questi effetti».

