Dopo i Campionati del mondo di skiroll in Lettonia, la stagione internazionale della nazionale italiana si avvia verso il suo ultimo appuntamento. La Coppa del Mondo torna infatti in Italia, in Val di Fiemme, dove questo fine settimana si assegneranno gli ultimi punti della stagione. Alla vigilia delle gare, il Direttore Tecnico azzurro Emanuele Sbabo fa a Fondo Italia il punto sul rendimento della squadra, tracciando un bilancio sulla spedizione iridata di Madona, sulle difficoltà incontrate e sugli obiettivi ancora da raggiungere.
Sbabo, partiamo dai Mondiali. Qual è il bilancio della squadra italiana?
«Per il settore junior siamo soddisfatti a metà. Si poteva ambire a una medaglia nella sprint e nella mass start maschili. Le condizioni meteorologiche, però, non ci hanno favorito e anche nella sprint siamo rimasti a secco, soprattutto con Piccinini, dal quale speravamo un risultato migliore.
Il quarto posto di Stefano Epis nell’ultima Mass ha lasciato sicuramente un po’ di amaro in bocca, soprattutto per l’atleta, che teneva molto a quella gara. Per quanto riguarda le ragazze junior, invece, non ci si poteva probabilmente aspettare molto di più: il livello era effettivamente molto alto e da questo punto di vista c’è ancora molto da migliorare.
Nel complesso stiamo analizzando quelli che sono i nostri punti critici e i nostri punti deboli, per lavorare nelle prossime stagioni e permettere ai giovani che avranno ancora possibilità nei prossimi anni, come Sartori, Aurora Invernizzi e Nicole Falanelli, di crescere ulteriormente. C’è sempre qualcosa da aggiustare e da migliorare».
Le medaglie, però, non sono mancate tra i senior. La doppietta nella sprint maschile, la medaglia nella team sprint con Ghiddi/Boccardi e quella della stessa Boccardi nella mass start permettono comunque di guardare al bicchiere mezzo pieno.
«Sicuramente sì. Maria Eugenia Boccardi è stata una delle sorprese positive di questi Mondiali. Non dico che l’oro e l’argento nella sprint fossero scontati, ma erano risultati piuttosto prevedibili. Le condizioni di bagnato hanno invece sfavorito Alba Mortagna: aveva ottenuto il miglior tempo in qualifica, ma nelle finali le condizioni sono cambiate. È stata comunque brava ad arrivare in finale.
Purtroppo sappiamo che i quarti posti non fanno bene. Lo abbiamo visto con Tommaso Della Giacoma nella mass start e anche nella team sprint. Da questo punto di vista un po’ di fortuna in più avrebbe fatto comodo, considerando i tre quarti posti ottenuti. Però, sicuramente il bicchiere può essere visto pieno a metà, anche considerando l’assenza importante di Matteo Tanel».
Questa stagione è stata caratterizzata anche da un calendario molto concentrato. Quanto ha influito sulla preparazione e sulle prestazioni?
«Sicuramente ha influito in maniera negativa. Durante il Consiglio FIS di maggio abbiamo difeso l’idea di tenere le tre tappe separate, una al mese, in modo da dare agli atleti la possibilità di aggiustare eventualmente il tiro con la preparazione. Non solo: la nostra paura era che eventuali problemi di carattere sanitario potessero influire sull’intera stagione. E così è stato. Saltare effettivamente le prime due tappe, che erano molto vicine, avrebbe compromesso tutta la stagione.
La tappa svedese è quella che ci crea maggiori difficoltà dal punto di vista delle prestazioni. Siamo consapevoli già da un paio d’anni che è il nostro tallone d’Achille, soprattutto per i format di gara. Andiamo a confrontarci con fondisti di altissimo livello svedese e norvegese e, in alcuni format di tecnica classica, soffriamo ancora molto.
In Lettonia ci aspettavamo un miglioramento e c’è stato, andando anche a medaglia. Non nella misura che ci aspettavamo, perché era impensabile riproporre il medagliere del 2024 in Val di Fiemme, ma abbiamo dato tutto anche quest’anno».
Ora, però, la Coppa del Mondo torna in Italia. Ci sono ancora diversi obiettivi da raggiungere, sia nella generale sia nelle classifiche di specialità.
«Assolutamente sì. Tra i senior Della Giacoma può ambire alla classifica generale di Coppa del Mondo, così come Boccardi. Ci aspettiamo da entrambi delle buone prestazioni, visto che la condizione è rimasta alta.
Per quanto riguarda le classifiche sprint, almeno nelle categorie senior i vincitori sono già decisi. Cercheremo comunque di far concludere sul podio la stagione ad Alba Mortagna ed eventualmente Anna Maria Ghiddi al femminile, mentre al maschile si può contare su Michele Valerio e Emanuele Becchis, sempre parlando della sprint.
Per i giovani ci aspettiamo quantomeno prestazioni da prime posizioni, con Epis e Sartori e, al femminile, con Maria Invernizzi e Nicole Falanelli».
Dopo i Mondiali c’è stato pochissimo tempo per recuperare. Come stanno gli azzurri alla vigilia dell’appuntamento fiemmese?
«In generale, dopo la trasferta dei Mondiali, ho visto alcuni atleti a Capracotta e tendenzialmente stanno ancora bene. La condizione è rimasta alta e non credo ci siano grosse differenze rispetto ai Campionati del mondo.
Sarà sicuramente interessante il format del Cermis, che sarà riproposto. Anche la sprint sappiamo essere favorevole ai nostri azzurri. Poi ci sarà la team sprint, dove cercheremo di chiudere al meglio la stagione, già con uno sguardo al 2027».
Prima ha citato Tanel come grande assente della rassegna iridata: come sta? Sarà presente in Val di Fiemme?
«Matteo ha avuto problemi muscolari alla schiena che non gli permettevano di allenarsi e ha dovuto affrontare un lungo periodo di stop. Abbiamo cercato comunque di farlo gareggiare questo weekend a Capracotta, anche se non aveva la condizione ideale. Quantomeno il dolore alla schiena è controllabile e quindi ci teneva a essere presente e a far parte della spedizione azzurra in Val di Fiemme. Cercherà di misurarsi con i migliori, senza grandi obiettivi e sempre nel rispetto della salute e del percorso riabilitativo che sta ancora affrontando».
In chiusura, un pensiero va anche a chi lavora quotidianamente dietro alla squadra.
«Ci tengo ovviamente a ringraziare la Federazione, che supporta il lavoro della squadra, e naturalmente anche i tecnici, che danno del loro meglio per sostenere a loro volta gli atleti.
Adesso andiamo verso la chiusura, sperando di affrontare al meglio le ultime gare in Val di Fiemme, che saranno sicuramente organizzate al meglio dal comitato organizzatore. Speriamo di concludere positivamente la stagione, così da poter guardare con fiducia all’anno prossimo».

