Oscar Lombardot si appresta a vivere il ritiro di Font-Romeu, ma prima di raggiungere la squadra, ha deciso di svolgere un allenamento specifico per la quota. Il talento transalpino lo ha fatto senza muoversi di casa sfruttando l’installazione di una camera ipossica a casa propria.
Una scelta sicuramente innovativa, ma al tempo stesso più comoda per il 26enne di Maisons-du-Bois-Lièvremon che ha potuto evitare di affrontare ulteriori viaggi: “Non ho mai fatto così poca strada per salire a 2.500 metri di altitudine. Negli ultimi due anni avevo fatto questa settimana in altura in autonomia a Tenerife. Mi è piaciuto moltissimo andare là, è davvero un posto che apprezzo molto, ma quest’anno ho sentito il bisogno di restare un po’ di più a casa e di passare del tempo da me – ha spiegato Lombardot ai microfoni di Nordic Magazine -. Ho sigillato la porta d’ingresso e la finestra, quindi non posso arieggiare molto. Poi ho installato la macchina, un po’ rumorosa, che immette aria nella mia camera dal balcone”.
Chiaramente c’era la possibilità di puntare su altre mete anche in Francia, oltre a Tenerife, come per esempio Bessans dove si sono trasferiti i fratelli Claude per prepararsi, ma questa evenienza è stata esclusa in quanto sconveniente per Lombardot.
“Può essere interessante, ma non si fa vera altura, decide Oscar Lombardot. L’anno scorso ci siamo resi conto che, quando eravamo in ritiro a quella quota, i miei valori erano gli stessi di quando mi allenavo a Bourget-du-Lac. Non aveva molto senso fare un altro viaggio per andare a Bessans – ha concluso Lombardot -. La questione era quindi piuttosto capire se tornare a Tenerife oppure trovare un altro posto in altura, sopra i 2.000 metri, continua. C’erano Val d’Isère o Tignes, ma non è facile allenarsi in quei posti”.

