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Range Time – Verso l’inverno, il lavoro entra nel vivo per i biathleti: tra carichi esterni, aspetti interni e primi obiettivi

Archiviato il primo blocco di preparazione estivo e il primo importante test dei Campionati Italiani estivi, il percorso verso l’inverno entra nella fase più delicata. Il lavoro diventa progressivamente più specifico, con carichi e intensità da calibrare sulle esigenze dei singoli atleti e su una stagione che richiederà continuità e capacità di recupero.

A fare la differenza, però, non sarà soltanto la condizione fisica: tra test, gare e avvicinamento agli appuntamenti che metteranno in palio le prime convocazioni, cresce anche il peso della componente mentale.

Di tutto questo, Fondo Italia ne parla con Giuseppe Piller Cottrer, tecnico e oggi coordinatore del settore aria compressa per il Comitato FISI Friuli Venezia Giulia, in un nuovo appuntamento di Range Time, per capire come si costruisce, passo dopo passo, il biathlon che dovrà arrivare pronto all’inverno.

«Dal punto di vista della preparazione, la programmazione prevede due blocchi di lavoro. Uno un po’ più generale, come è stato fatto fino a questo punto della stagione, per poi ripartire con un blocco di lavoro più breve e più specifico, con dei picchi un po’ più alti.
Questo permette di affrontare una stagione agonistica complessa, con appuntamenti molto ravvicinati e settimane continue. Non dimentichiamo si arriva anche a tre settimane di gare consecutive tra i senior: un mese di lavoro ora ti permette di avere una preparazione tale da poter sopportare questi impegni agonistici. Questa fase è molto importante per capire quanto è stato buono il lavoro fatto e quindi andare avanti, oppure intervenire con delle modifiche sul programma di allenamento in virtù di alcuni aspetti che sono emersi proprio attraverso gli appuntamenti di gara alla fine del primo blocco».

La programmazione, però, non può essere rigida. Il carico di allenamento deve essere adattato alle condizioni del singolo atleta.

«Ci sono anche altri aspetti che non sono strettamente legati esclusivamente a un carico esterno di preparazione, ma anche aspetti interni del singolo atleta. Possono esserci infortuni, come nel caso di Giacomel, oppure situazioni di malanni, classiche infiammazioni, influenza. Sono cose che, facendo l’atleta e allenando, devi considerare giornalmente.
Non ultimo c’è anche l’aspetto della lettura del carico interno rispetto al carico esterno. Attraverso una valutazione che si chiama scala di Borg, si apportano modifiche in base ai feedback dell’atleta, perché ci possono essere situazioni che modificano l’andamento biologico naturale all’interno della programmazione. Tutte queste cose vengono monitorate attentamente dagli allenatori che, grazie alla sensibilità dell’atleta di alto livello, ricevono informazioni e suggerimenti validi su come adattare l’allenamento, cosa fare se si è tralasciato qualcosa e cosa non fare se, per caso, qualcosa non ha dato i risultati sperati».

Con l’avvicinarsi dell’inverno cresce anche l’importanza della componente mentale. Il passaggio dall’allenamento alla gara richiede infatti la capacità di eseguire ciò che è stato preparato esattamente nel momento in cui serve.

«Le gare che vengono fatte tra estate e autunno ti permettono di fare un biathlon molto forzato, rischiando molto. E l’aspetto mentale è quello che ti permette di fare un ottimo biathlon: riuscire a concretizzare tutte quelle cose che sai fare e farle in maniera eccellente e precisa nel momento in cui ti viene richiesto. È quello per cui ci si allena. ma in allenamento ci sono situazioni che possono essere ripercorse solo fino a un certo punto.
Le gare e i confronti danno però la possibilità di allenarsi ulteriormente da questo punto di vista, perché in un allenamento o in un test con la squadra e con atleti che si conoscono
ci sono cose difficili da riprodurre fedelmente rispetto a quando si ha il pettorale addosso».

A questo punto della preparazione, parlare di obiettivi stagionali definitivi è ancora prematuro. Ogni atleta, però, ha già una direzione precisa, legata al proprio percorso e alle possibili convocazioni.

«Ogni atleta ha i suoi obiettivi, come conquistare una convocazione in Coppa del Mondo o in IBU Cup. Oppure, per un atleta giovane, può essere importante ottenere la convocazione del Comitato per gareggiare in Coppa Italia. Anche la preparazione sarà diversa in base all’obiettivo.
In questo senso, i test in Val Martello saranno l’appuntamento più importante, ancor più di questo Campionato Italiano, perché permettono di ottenere il pass per una serie di gare dell’inizio stagione.
Da lì a Natale c’è la possibilità di potersi esprimere con un pubblico nazionale e internazionale, fermo restando che dalla Coppa Italia si può comunque tornare in IBU Cup per meriti in qualunque momento. Quello però rappresenta un appuntamento importante per tanti atleti che dovranno mettere in mostra il miglior biathlon possibile in quell’occasione, in soldoni è la cosiddetta didattica pratica che cerchiamo di trasmettere».

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