Le nuove regole riguardanti l’impugnatura della carabina hanno fatto già alcune vittime nel biathlon, in particolare al Loop One Festival. A partire da questa stagione gli atleti devono raggiungere effettivamente il tappeto prima di togliersi l’arma dalle spalle e iniziare a maneggiarla.
Un aspetto che è costata la squalifica alla ceca Lucie Charvátová e che ha portato a un richiamo per il norvegese Johan-Olav Botn che è riuscito a cavarsela nonostante un errore che potrebbe costargli caro in futuro: “È molto comune che tu tenga un braccio sotto il marsupio prima di sdraiarti sul tappetino. Ed è proprio questo movimento che vuoi eseguire il più rapidamente possibile – ha spiegato lo scandinavo ai microfoni di Dagbladet -. In realtà, anch’io ho difficoltà con questo. Il fatto che compio il gesto qualche secondo prima di quanto possa”.
Nonostante le difficoltà, Botn non ha nascosto di aver avuto tutto il tempo per imparare, sottolineando come comunque sia una regola importante per tutelare gli atleti stessi: “È solo una questione di sicurezza. Non bisogna iniziare a togliersi la carabina prima di essere sul tappeto. Quindi è difficile controbattere – ha aggiunto il 27enne di Lillehammer -. Il primo mese me ne dimenticavo circa la metà delle volte. Era un po’ un caos, ma ora va tutto abbastanza bene”.
Botn ha confessato di non aver posto troppa attenzione alla nuova regola riguardante la qualificazione alle mass start dove accederanno i primi venti della classifica generale di Coppa del Mondo e i migliori dieci della tappa, un aspetto che non dovrà dimenticare.
“Penso che sia positivo per la Norvegia. Se qualcuno partecipa alla Coppa del Mondo senza aver accumulato molti punti, non avrà la pressione di rischiare di non partecipare alla mass start – ha concluso Botn -. Perché è così che è sempre stato in passato. Per i nuovi arrivati, può essere un po’ difficile entrare”.


