Emilien Jacquelin ha deciso di investire le proprie forze sul ciclismo, senza mai dimenticare la passione per il biathlon. Il 31enne di Villard de Lans ha puntato sulle due ruote anche il prossimo anno, tuttavia prima di farlo ha preferito confrontarsi con Siegfried Mazet che è tornato alla guida della Francia dopo un periodo in Norvegia.
“Mi ha fatto domande dirette per avere la mia opinione sul suo progetto. Aveva quest’ambizione di dedicarsi al ciclismo, ma aveva ancora in mente i Giochi del 2030 e mi ha chiesto se fosse compatibile – ha spiegato il tecnico francese ai microfoni di Nordic Magazine -. L’unica cosa che gli ho detto è che non poteva fare entrambe le cose contemporaneamente e che a un certo punto doveva scegliere. Se sceglie il ciclismo e si sente a suo agio, dovrebbe dedicarsi a quello, e non ci sarà alcun problema se in seguito vorrà tornare al biathlon. Gli ho anche detto che non aveva senso che praticasse il tiro a segno nel tempo libero”.
La scelta si è confermata efficace non solo per i risultati ottenuti sinora, ma anche perché Mazet è convinto che, qualora Jacquelin avesse deciso di continuare con lo sport della carabina, si sarebbe trovato di fronte a una condizione di frustrazione che lo avrebbe penalizzato. “Ho parlato con lui durante le Coppe del Mondo, dove a volte ha provato molta frustrazione e delusione. Quando succede una dopo l’altra, diventa difficile affrontare lo sport e si fa fatica ad andare ad allenarsi – ha aggiunto Mazet -. Il fatto che si stia allontanando dal biathlon per dedicarsi a qualcos’altro e avere successo è fantastico. La prima cosa che noto è la gioia e la voglia che ha”.
Nonostante l’addio al biathlon, Mazet è convinto che quando Jacquelin deciderà di tornare sui propri passi, sarà ancora una volta all’altezza della sfida: “Quando deciderà di tornare, sarà perché lo vorrà, e sarà concentrato al 100% sul biathlon. L’obiettivo non è creare uno sport ibrido tra due discipline e non eccellere in nessuna delle due”.


