Il biathlon, ad Anterselva, non è un semplice sport. La Coppa del Mondo, evento unico nel suo genere per organizzazione e promozione, è solamente la punta dell’iceberg. Qui il biathlon è cultura, un modo d’essere al quale sin da piccoli si viene indottrinati. Impossibile non rimanerne impressionati e folgorati come il primo amore.
Non a caso sono nati e cresciuti a queste latitudini coloro che stanno portando in alto il movimento azzurro: Wierer, Hofer e Dominik Windisch, solo per citare i più recenti.
Per comprendere meglio cosa rappresenti il biathlon, abbiamo chiacchierato con il presidente dell’ASD Anterselva (da poco presidente del Comitato Organizzatore della Coppa del Mondo), Lorenz Leitgeb.
Buongiorno Lorenz: ci spieghi come è strutturato il vostro sci club.
"La nostra è una realtà ormai consolidata e in sviluppo. Infatti, oltre alla classica attività invernale concentrata tra biathlon, fondo e, in tono minore, con lo sci alpino, durante l’estate abbiamo una squadra di calcio."
Quali sono i vostri numeri a livello di tesseramento?
"In totale abbiamo 210 iscritti, compresi genitori e persone che non partecipano attivamente all’attività agonistica. Comuqnue contiamo 26 ragazzi nell’aria compressa, 14 con il calibro piccolo e 5 nello sci alpino."
I numeri dicono che la vostra attività cardine è il biathlon: quali sono le tappe che rispettate per far crescere i campioni del domani?
"L’attività agonistica parte dagli 8/9 anni. Dai 10, iniziamo con le prima gare ad aria compressa fino ai 13 anni. Con l’anno successivo, invece, si sale di categoria e si incomincia con il calibro 22."
L’anno scorso siete stati il primo sci club in graduatoria generale. Quanta importanza ha?
"Siamo molto contenti. Sappiamo che c’è una tradizione da portare avanti. Ormai da diversi anni ci troviamo in alto e continuiamo a portare ragazzi in Nazionale o nei Corpi Militari. Anche quest’anno l’obiettivo è di restare primi e far crescere nuovi talenti. La squadra è ottima."
Per i ragazzi, invece, cosa vuol dire avere come conterranei Windisch e Wierer?
"Sanno che sono nati e cresciuti in questa valle e vederli gareggiare in Coppa li rende orgogliosi e allo stesso tempo vogliosi di seguire il loro esempio. Quando non sono in giro con la Nazionale, si allenano ad Anterselva e possono imparare tanto. Dominik (Windisch ndr) ricorda spesso come fino ai 16 anni non era con i migliori. Non vuol dire niente che non potrai diventare forte. I nostri atleti se lo devono memorizzare."
Allargando il discorso, che cosa rappresenta la Coppa del Mondo?
"Prima di tutto una grande fortuna e opportunità di visibilità. Per i nostri atleti un’occasione unica per vedere in azione i grandi campioni e di poter fare da apripista in occasione delle gare. E’ un qualcosa che ti porti dentro. Mi ricordo che quando è capitato a me, ero molto emozionato."
Anche l’allenatore responsabile del club, Ralf Passler, è concorde sul fatto che il lavoro estivo è stato fatto nel migliore dei modi, grazie anche alla nuova pista da skiroll e che la squadra potrà essere da subito competitiva con atlete come la Auchentaller, Passler e Zingerle.
Lorenz Leitgeb – ASD Anterselva: “Sappiamo di avere una tradizione importante”
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