Un quinto posto che vale molto. Lucia Scardoni ha avuto oggi il grande merito di riportare il fondo italiano femminile in finale di Coppa del Mondo, risultato che mancava da 4 anni, dall’ultimo guizzo della fiemmese Gaia Vuerich. Per ritrovare un’azzurra in una finale a tecnica classica, bisogna invece tornare indietro al 2011, ad Arianna Follis. "E’ bello far vedere che ci siamo anche noi, dopo tanti anni. Ora speriamo di poter riprovare ad avvicinarmi al podio".
La ventottenne veronese oggi ha giocato al meglio le proprie carte, sin dalla qualificazione mattutina, chiusa al secondo posto.
"Sono molto soddisfatta, ma confesso che a giochi fatti c’è anche qualche rammarico. Nel rettilineo finale avrei potuto forse cambiare binario e provare ad agguantare anche la quarta piazza, se non qualcosa in più. Ma nell’ultima salita non ho voluto azzardare più di tanto, avendo già rimediato un’ammonizione in quel punto in semifinale, quando mi sono fatta largo un po’ a forza all’interno. Poi mi sono ritrovata in una situazione simile ed ho preferito cedere strada per non incorrere in una squalifica. Lì ho perso la scia, poi sono tornata sotto ma il finale ho sbagliato qualcosa".
Una serie di emozioni nella mattinata fiemmese, per la finanziera di Valdiporro, a pochi chilometri da Bosco Chiesanuova, nel cuore della Lessinia. "Dopo la semifinale ero piuttosto agitata, non volevo crederci. Le gare del Tour de Ski non sono andate benissimo, ieri sono rimasta attardata da una caduta, ma sapevo che le sensazioni erano buone. Avevo puntato questa tappa sin dall’inizio della stagione e mi fa piacere essermi espressa al meglio. Ora la testa va già a Dresda: è un tracciato che forse non si addice alle mie caratteristiche, così piatto dove è difficile fare selezione, ma se si sta bene, può succedere di tutto".
Fondo: Lucia Scardoni e la sua prima finale. “Volevo qualcosa di importante”
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