Sturla Lægreid fa il fenomeno e trionfa anche nella mass start conclusiva dei Mondiali di Pokljuka, trainando una doppietta norvegese concretizzata da Johannes Dale con il francese Quentin Fillon Maillet a completare l’ultimo podio iridato.
Un anno dopo essere approdato in Coppa del Mondo, all’indomani dei Mondiali di Anterselva, il ventiquattrenne di casa a Lillehammer esce da Pokljuka con 4 medaglie d’oro (2 individuali e 2 con le staffette) e soprattutto con in bacheca la vittoria personale in tutte le specialità. Una cosa mai vista.
Oggi Lægreid ha completato il percorso, correndo da dominatore nell’unica gara che gli mancava da vincere: solo nel convulso poligono finale è maturato l’unico errore del suo cammino, una penalità che non gli ha comunque impedito di trionfare con ampio margine davanti a Dale (0-1-1-0) e Fillon Maillet (1-1-0-0), protagonisti nel giro conclusivo di raggiungere e staccare i due veterani Simon Eder e Jakov Fak.
Riavvolgendo il nastro, proprio l’austriaco ed il padrone di casa si erano presentati nella scia di Lægreid all’ultima sessione di tiro: il norvegese è stato il primo a sbagliare, aprendo una porta ai compagni di avventura. Ma prima Eder, quindi Fak l’hanno imitato, perdendo così l’occasione di mettere le mani sulla medaglia.
Occasione che Johannes Bø aveva gettato al vento sin dall’avvio, con un doppio errore nel poligono d’apertura a cui sono poi seguite altre tre penalità (2-0-2-1): sugli sci è andato come una motoslitta, ma poco conta. Ottavo posto per lui, preceduto anche dal fratello maggiore Tarjei (0-1-0-1, sesto) e da Lukas Hofer (0-1-0-1, ottavo). Spiace dirlo, ma ancora una volta l’azzurro è stato ad un passo – cioè, ad un bersaglio – dall’impresa: nella seconda sessione in piedi ha sparato per riportarsi a propria volta su Fak ed Eder e l’errore l’ha ricacciato indietro, con tutta la stanchezza del caso. La buonissima prestazione sugli sci ed una tattica di gara all’attacco non hanno pagato fino in fondo i dividendi; a completare il bilancio azzurro, arriva il 24° posto di Thomas Bormolini (1-0-1-0), al debutto assoluto nella disciplina. Esserci era già un successo.
Si chiude il Mondiale con la Norvegia in trionfo, seppur tradita dal suo uomo di punta: con 14 medaglie totali (la metà d’oro, 7-3-4) doppia la Francia (2-2-3) che la spunta sulla Svezia (1-3-2). Dopo anni l’Italia non entra nel medagliere. Tanti buoni risultati, tante occasioni mancate, nessuna medaglia: c’è delusione e sarà importante capire cosa non ha funzionato, dall’estate ad oggi. Perchè tra dodici mesi le medaglie saranno ancora più importanti e se errori ci sono stati, sarebbe meglio cercare di aggiustare il tiro.
La classifica di giornata
Biathlon: Fenomeno Sturla Lægreid! Il debuttante supera Dale e Fillon Maillet, settimo Hofer
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