Assistiamo all’allenamento delle azzurre della combinata nordica allo stadio del salto di Predazzo. Mentre le sue compagne di squadra saltano dal trampolino da novanta, Veronica Gianmoena lavora con grande attenzione su quello da sessanta. L’obiettivo dell’allenatore Ivo Pertile è quello di farle ritrovare gli automatismi dopo i mesi di stop a causa dell’ultimo infortunio, ma anche farla lavorare su alcuni particolari, come la fase di atterraggio, pretendendo tanti buonissimi telemark.
Gianmoena salta, atterra e attraverso i tapis roulant risale sul trampolino. Avanti ed indietro così per oltre un’ora, nel caldo di un soleggiato tardo pomeriggio. È solo un allenamento, ma se anche sbaglia solo un salto, Gianmoena si arrabbia molto con se stessa, mostrando tutta la sua voglia di ritrovare presto la miglior condizione. Pertile sorride, la incoraggia, le fa anche qualche battuta per tenere sempre il morale alto, ma soprattutto cerca di sottolinearle ogni singolo passo in avanti fatto salto dopo salto.
Terminato l’allenamento, tolta la tuta ed indossata la t-shirt della FISI, Veronica Gianmoena ci incontra con alle spalle i trampolini. Ovviamente sono tanti gli argomenti che affrontiamo, sempre con il sorriso, con quella serenità d’animo che è una prerogativa della giovane fiemmese: il suo recupero, la gioia di tornare a saltare, una Coppa del Mondo con molte tappe, il lavoro sull’approccio mentale, un simpatico aneddoto legato al periodo in cui è stata in ospedale, la tappa della Coppa del Mondo in Val di Fiemme e le Olimpiadi del 2026.
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