Parte per primo.
Non sbaglia un colpo.
Si inchina davanti al pubblico di Oberhof.
Fa segnare con margine il miglior tempo di giornata.
Mantiene l’imbattibilità annuale.
Vince anche l’oro iridato nell’inseguimento. Unico che gli mancava, tra mondiali e olimpiadi.
Terzo oro della rassegna, portando a 68 i successi individuali della carriera.
C’è tutto questo nella gara perfetta di Johannes Thingnes Bø. Una giornata fantascientifica, per ribadire – se mai ce ne fosse motivo – di essere un fuoriclasse totale, un fenomeno assoluto, un extraterrestre impareggiabile.
Difficile non usare iperboli per descrivere la sua prova nell’inseguimento di Oberhof. La nebbia va e viene nell’azzeramento, poi in gara non si rende particolarmente fastidiosa, a differenza della precedente gara femminile. Il vento non è un fattore e la prima parte di gara è un assoluto monologo norvegese, sulla scia di JTB.
Dopo le sessioni a terra, i primi sette non hanno penalità e tra loro ci sono 4 vichinghi (i fratelli Bø, Lægreid, Christiansen) l’ucraino Pidruchny, lo svedese Samuelsson ed il tedesco Kühn. Nel terzo poligono però Johannes Bø aumenta ulteriormente di ritmo e approfitta del doppio errerò del fratellone per portare ad oltre un minuto il gap sul più immediato inseguitore. Il solito infallibile Lægreid. Le ultime due tornate vedono i due leader della generale proseguire parallelamente, con il minuto abbondante di gap a separarli: dopo aver centrato anche il ventesimo bersaglio, JTB si è concesso un gesto di esultanza, prima di assaporare in ciascun metro della tornata finale l’ennesimo successo di questa stagione da capogiro.
Due metri prima di tagliare il traguardo, Johannes ha pensato bene di girarsi verso la tribuna, inchinarsi e mimare un ulteriore colpo a segno. Poi è solo esultanza, con il 3 innalzato nel grigio cielo tedesco ad indicare la tripletta dorata di questa prima settimana iridata. Insomma, la perfezione fatta biatleta.
Come perfetto, al solito, è stato Lægreid: a sua volta senza errori, ma costretto ad accontentarsi dell’argento di fronte al fenomeno che l’ha preceduto di 1’11, nonostante tutto.
Dietro, c’è una gara. E dal poligono finale prende il largo la coppia formata da Tarjei Bø (0-0-2-2) e Sebastian Samuelsson (0-0-0-2) con lo svedese che in volata beffa il norvegese per infrangere il dominio norvegese; quinto posto quindi per Christiansen (0-0-0-2) con Johannes Kühn brillante sesto. Crollano i francesi con Quentin Fillon Maillet dodicesimo con ben 7 penalità.
In casa Italia il migliore è Lukas Hofer, 35° con 5 errori (1-0-3-1). Poi arriva un Tommaso Giacomel appannato dalla nebbia e costretto a ben 7 errori nelle prime due sessioni di tiro. Già nell’azzeramento la variazione delle condizioni aveva portato il primierotto a ripetere l’iter. Può aver inciso nella regolazione della carabina? Decisamente meglio in piedi (3-4-1-0) ma ormai la frittata è fatta ed il 43° posto finale fa sprofondare nel pianto il ventiduenne azzurro, eccellente protagonista sin qui del 2023. Poco dietro, molto buona la prova al tiro di Patrick Braunhofer (0-2-0-0), 46° con il debuttante Elia Zeni (1-1-1-2) a confermare il pettorale numero 53.
In aggiornamento
Biathlon – Fantascientifico, perfetto Johannes Bø nell’inseguimento di Oberhof. Un inchino da trionfatore
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