Quando insieme a Marte Olsbu Røiseland ha vinto il quinto oro su cinque appuntamenti nel Mondiale di Oberhof, il grande slam sembrava a un passo. Invece Johannes Thingnes Bø si è dovuto accontentare di un argento e un bronzo proprio sul più bello, peraltro in format dove l’oro sembrava assicurato (in staffetta maschile) o quantomeno a tangibile disposizione (la mass start di ieri).
A rovinargli la festa sono stati prima i francesi e poi gli svedesi. Poco male: JTB è sempre di più nella storia, poiché è diventato il primo uomo e il secondo atleta in assoluto (dopo la stessa Røiseland) a vincere sette medaglie in una singola edizione dei Mondiali. Un bottino che Bø porta a casa con orgoglio insieme al simpatico cartello stradale della città di "Boeberhof", che gli organizzatori gli hanno regalato per onorare le sue splendide prestazioni in stagione e nella rassegna iridata tedesca.

«Penso che prima di tutto abbiamo la squadra migliore, sia per gli atleti che per il materiale tecnico. Ho avuto sci eccellenti ogni giorno in questi Mondiali, ritengo che questa sia la cosa più importante. Poi indubbiamente ci siamo preparati bene, credo che i nostri tiri siano stati molto buoni», queste le parole del norvegese in conferenza stampa dopo la mass start.
Ora Bø, nella classifica all-time dei Mondiali, si trova al secondo posto (31 medaglie) dopo aver scavalcato Martin Fourcade (28). In cima, a quota 45, c’è Sua Maestà Ole Einar Bjørndalen. Fuoriclasse che hanno ispirato lo stesso norvegese e lo motivano tuttora: «Quando i grandi campioni si ritirano ce ne sarà sempre uno nuovo. Abbiamo visto come entrambi stessero portando lo sport in una nuova direzione, Ole Einar con la sua velocità sugli sci e Martin con la sua perfezione al poligono, combinata con una buona velocità anche in pista. Si cerca di imparare dai migliori e credo di essere stato fortunato ad avere davanti a me atleti così bravi da cui apprendere. Penso che chi arriverà dopo di me sarà ancora migliore. Se sono come i big three del tennis, Michael Phelps e Usain Bolt? No, bisogna ricordare che siamo biatleti! Naturalmente bisogna essere bravi per conquistare sette medaglie, quindi non mi sto sminuendo, ma Phelps è di un altro livello e lo stesso vale per Bolt».
Biathlon – Bø ringrazia lo staff tecnico: “Ho avuto sci eccezionali”
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