Un anno fa ha preso il posto di Ole Morten Iversen alla guida della nazionale femminile di sci di fondo della Norvegia, firmando un contratto di due anni con la Federazione. Sjur Ole Svarstad può essere più che soddisfatto dei risultati ottenuti da un gruppo sul quale puntavano in poco, in particolare dopo i ritiri di Johaug e Falla. Invece, sono arrivati risultati ben al di sopra delle aspettative, come la vittoria della Coppa del Mondo da parte di Tiril Udnes Weng e l’oro mondiale in staffetta, facendo ricredere i media norvegesi molto critici alla vigilia e quelli svedesi convinti che non ci sarebbe stata storia con la loro Svezia, più giovane e forte.
Tre settimane fa, in occasione del raduno della squadra norvegese in Val di Fiemme, all’interno del Dolomiti Apart & Rooms, a Passo di Lavazè, Fondo Italia ha avuto la possibilità di parlare un po’ con l’allenatore norvegese, partendo dalla preparazione e la scelta della quota fino al possibile ritorno di Johaug, passando per caratteristiche, potenzialità e obiettivi del gruppo che allena, la pressione per Trondheim 2025 e anche il contratto in scadenza al termine della prossima stagione.
L’intervista è in inglese con sottotitoli in italiano.
VIDEO, Sci di fondo – Intervista all’allenatore della Norvegia Femminile. Svarstad: “Puntiamo al Tour de Ski, ma il focus è Trondheim 2025; Johaug? È sempre la benvenuta”
Ti potrebbe interessare
Biathlon – Samuela Comola: “Sto facendo un profondo lavoro su me stessa per vivere tutto con maggiore serenità”
Ritrova la Coppa del Mondo dopo due mesi, ma la cosa più importante è aver ritrovato la giusta serenità. Dopo le
Biathlon – Coppa del Mondo, Christoph Pircher racconta le difficoltà causate dalla nebbia a Oslo-Holmenkollen: “Non riusciamo a vedere quasi nulla, speriamo migliori nei prossimi giorni”
Oslo-Holmenkollen è la culla dello sci nordico, motivo per cui ogni atleta che affronti lo sci di fondo o biathlon
Sci di fondo – Hedegart vince tutto… ma sogna il ritorno al biathlon
Una stagione da protagonista assoluto, ma con un futuro ancora tutto da scrivere. Einar Hedegart è senza dubbio il

