Lo scorso mese di agosto, avevamo avuto modo di conoscere un po’ più da vicino il campione del mondo juniores di sci di fondo Mathias Olbæk, quando il talento norvegese scelse Livigno quale sede di un raduno in quota. Allora per quella che fu la sua primissima esperienza in carriera di “altitude training”, venne con suo il team privato composto dal cugino Ole Holbæk e Gjermund Steinsland, nelle vesti di tecnici, e dell’addetto ai materiali e alla logistica, Kleppe Torleif.
Ebbene, a metà settembre per una quindicina di giorni, Holbæk è tornato a Livigno ma questa volta in compagnia di due colleghi ed amici fondisti e compagni di sci club. Ma come verrebbe da dire? Il campione del mondo juniores si allena all’estero senza il supporto della nazionale oppure senza la collaborazione di almeno un tecnico al seguito? Esatto, si perché nella patria dello sci di fondo mondiale, sotto la lente di ingrandimento in questo periodo per essere in forte difficoltà nel sistema economico sportivo, è cosa pressochè normale che i propri atleti, durante il periodo estivo, si allenino in maniera autonoma senza l’ausilio della federazione. Lo stiamo vedendo, ma in altri termini e condizioni, anche con il fenomeno Johannes Hosflot Klæbo protagonista da mesi di un clamoroso braccio di ferro con la Federazione Norvegese di Sci, con la quale in sostanza non ha raggiunto un accordo sulla gestione degli sponsor privati né sulla programmazione degli allenamenti, situazione che per il momento mette anche a rischio la presenza di Klæbo all’avvio della stagione di coppa del mondo.
Ma torniamo alla presenza in Italia del campione juniores della 20 km mass start in tecnica classica del mondiale di Whistler 2023, Mathias Holbæk, presente a Livigno con gli amici e coetanei Robin Sælen e Thomas Blom. Classe 2003, Mathias e compagni hanno seguito passo passo frequenza cardiaca e dispendio di ossigeno, il programma prescritto in Norvegia, dall’allenatore personale di Holbæk, Odd Bjørn Hjelmeseth, fratello della leggenda Roar Hjelmeseth. Trainer che per verificare anche a distanza la produzione di acido lattico dello suo “cavallo di razza” ha munito il ragazzo del kit del prelievo. “Ski roll, corsa, e camminate a bassa intensità, questo in linea di massimo il menù dei nostri allenamenti” ha ammesso ai nostri microfoni Halbæk intervistato al fianco dei compagni. Un trio davvero intraprendente, dove i doppi allenamenti giornalieri, venivano scanditi dalla preparazione nell’alloggio in affitto, di pranzi e cene. “Ognuno di noi in casa ha il proprio ruolo. Non siamo grandi chef ma ci arrangiamo. Poi comunque in nostro aiuto c’era sempre il gelato italiano, buonissimo ne andiamo matti”. Per Mathias, Robin e Thomas pure l’ebrezza e l’emozione di aver incontrato durante un allenamento in Valdidentro, Dorothea Wierer, anche per loro una vera eroina dello sport.
VIDEO, Sci di fondo – Intervista a Mathias Holbæk: il campione del mondo juniores si gode la dolce vita italiana a Livigno tra allenamenti e gelati
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