La staffetta di Hochfilzen si è tramutata in un incubo per il veterano sloveno Jakov Fak che nella seconda frazione, nel corso del tiro a terra, ha fatto registrare un vero e proprio big eight, utilizzando tutti gli otto colpi a disposizione (cinque del caricatore e tre ricariche) e ha dovuto quindi dovuto effettuare cinque giri di penalità.
«Non so cosa sia successo» ha confessato a SVT Sport «Non riuscivo proprio a fare centro. Ho fatto un cambiamento e ho cercato di capire cosa fosse successo. È stato davvero strano. È la terza volta nella mia vita che mi succede»
Pur ipotizzando che il 36enne avesse speso molto in termini di energie e ritmo per rimanere nel corso del primo giro con lo svedese Samuelsson, Fak assicura che le sensazioni erano buone quando è arrivato in piazzola.
«La velocità non era così alta, quindi mi sentivo a mio agio ed ero pronto a sparare per lo zero. Se ci fosse vento si spiegherebbe, ma senza vento con condizioni quasi perfette è abbastanza strano. Lasciare alla squadra così tanti errori non è bello.»
Per sua fortuna però, nelle seguenti frazioni, i compagni di squadra Planko e Vidmar ha utilizzato una sola ricarica, permettendo alla Slovenia di risalire fino alla nona posizione.
Biathlon – Big eight per Jakov Fak: “Ero a mio agio e pronto per lo zero, non so cosa sia successo”
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