La trasferta americana si è trasformata in un sogno per Simone Daprà, che nella sprint a skating di Minneapolis è arrivato fino alla finale, concludendo al sesto posto, suo miglior risultato in carriera. Un piazzamento del tutto inaspettato per il trentino delle Fiamme Oro, in quanto solitamente più competitivo nelle distance, tanto che fino alla giornata di ieri non era mai riuscito a superare le qualificazioni. Invece, un undicesimo posto brillante la mattina, poi delle ottime batterie, suggellate dal grande finale della semifinale, nella quale ha agguantato secondo posto e finalissima. Nell’ultimo atto, però, molto affaticato, Daprà avrebbe sperato in una gara più tattica, invece davanti sono partiti subito a tutta, così è stato costretto ad accontentarsi di un sesto posto che vale oro.
«È girato tutto per il verso giusto – ha raccontato Daprà a Fondo Italia – mi sentivo bene sin dalla mattina, così sono riuscito a ottenere l’undicesimo tempo in qualificazione. Allora ho capito che avrei potuto fare una bella gara. Il quarto di finale è stato abbastanza tirato e sono stato fortunato che due atleti si sono toccati prima dell’ultima salita, cadendo. In quel momento ero terzo e sono riuscito a prendere la scia di Anger, così in volata ho passato il norvegese Amundsen (leader della Coppa del Mondo, ndr). In semifinale sono riuscito, con un buon finale, a passare da quarto a secondo trovandomi così in finale. Nell’ultimo atto purtroppo ero cotto, così dopo appena trenta secondi ero già a tutta. Per un attimo ho sperato in una finale tattica, ma la pista si prestava a partire subito col piede sull’acceleratore.
Sulla salita finale Even Northug ha rotto il bastoncino e sono riuscito a passarlo, ma in volata non sono stato capace di resistere al suo ritorno. In complesso per me è stata una super gara. Prima d’ora non mi ero mai qualificato, qui oltre alla qualificazione è arrivata addirittura la finale, qualcosa che non avrei mai immaginato. Come non avrei mai pensato di avere il mio miglior risultato in una sprint, questo mi fa capire che tutto è possibile».
Si, tutto è possibile per un atleta che ha sempre creduto in sé stesso e finalmente è tornato a raccogliere ciò che aveva sempre voluto. Negli ultimi mesi Daprà ha fatto notevoli progressi sotto la guida di Cramer, che ha sempre creduto in lui. Ancora un bel piazzamento per un’Italia che inizia con continuità a portare atleti in zone di classifica che negli ultimi anni avevano visto i colori azzurri rappresentati dai soli Pellegrino (ieri secondo, ndr), De Fabiani e, dall’anno scorso, Mocellini.
Sci di fondo – Il sogno americano di Daprà: “Ora so che tutto è possibile”
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