Il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) ha respinto il ricorso presentato dal Russian Olympic Comittee (ROC) contro la sospensione dalle manifestazioni olimpiche messa in atto a ottobre dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Lo scorso 12 ottobre, infatti, il CIO si era espresso con una sentenza che sospendeva il ROC per "violazione dell’integrità territoriale dello stato ucraino e del suo Comitato Olimpico, come riconosciuto nella Carta Olimpica", in quanto aveva annesso sotto il proprio controllo alcune regioni che di norma fanno parte del Comitato Olimpico Ucraino (Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia).
Qualche giorno dopo, tuttavia, la Russia si era appellata al TAS per contestare tale decisione, chiedendo di ribaltare la scelta del CIO con l’obiettivo di riprendere regolarmente la propria attività olimpica. Ma questo non è avvenuto, poiché il TAS ha da poco confermato la sospensione della Russia. Il prossimo passo sarà l’eventuale ricorso ulteriore al Tribunale Federale Svizzero, che il ROC dovrà presentare entro 30 giorni. Altrimenti la Russia rimarrà sospesa fino a nuovo ordine. "La commissione del Tas competente in materia – si legge – ha respinto il ricorso e confermato la decisione impugnata, ritenendo che il consiglio esecutivo del CIO non abbia violato i principi di legalità, uguaglianza, prevedibilità e proporzionalità".
Si ricorda che per le Olimpiadi di Parigi 2024, il CIO permetterà comunque la partecipazione degli atleti russi e bielorussi già qualificati, che però correranno come atleti neutrali e dunque non avranno diritto a bandiere, simboli o inni del loro paese.
Olimpiadi – Il TAS respinge l’appello del Comitato Olimpico Russo: confermata la sospensione dichiarata dal CIO
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