Per trovare un inverno tanto negativo per Dawid Kubacki – 28esimo in classifica generale – bisogna tornare indietro di ben 8 anni, alla stagione 2015/16, quando il polacco chiuse il suo inverno in 29esima posizione. Il 34enne mette un punto definitivo a questa stagione passata ai margini del circuito, in cui è riuscito ad entrare in top 10 un’unica volta e prova a resettare tutto in vista della prossima.
"Penso che sia stata una stagione difficile per tutti noi e sarà bene riposare un po’, dimenticare e trarre una lezione da quello che è successo, per poi tornare ad allenarsi con nuove energie" ha spiegato a Skijumping.pl che lo ha intervistato a bocce ormai ferme.
Purtroppo, nemmeno l’ultimo weekend della stagione in Slovenia ha permesso al saltatore di chiudere la stagione con una nota positiva: Kubacki ha concluso l’ultima gara sul Letalnica in ultima posizione.
"È un peccato che l’ultimo weekend di Coppa del Mondo sia stato come l’intera stagione: un calvario" ha proseguito "Ci sono stati momenti in cui i salti hanno iniziato a migliorare. In Giappone sono riuscito a entrare nella top 10, è stato il momento più brillante della stagione. Purtroppo non ce ne sono stati molti. Nel complesso, è una stagione da dimenticare, ma non possiamo certo trascurare il motivo per cui è successo e dobbiamo imparare da questo per non commettere questi errori in futuro"
Il due volte campione del mondo crede che il problema sia da rintracciare a monte, ossia nella preparazione estiva: la squadra, infatti, avrebbe lavorato troppo intensamente senza un recupero ottimale, presentandosi alle prime gare già stanca oltre che tecnicamente impreparata, fatto che ha costretto tutti a rincorrere, ma senza successo.
"Nel periodo di preparazione ci siamo riposati troppo poco e siamo entrati in stagione già stanchi, con la prospettiva di una lunga stagione davanti. Inoltre, alla fine della preparazione i salti erano tecnicamente fuori posto, e ci siamo trovati a rincorrere. Mancavano poi la compostezza, la costanza e la concentrazione su ciò che si voleva mettere in pratica nel corso della stagione. Naturalmente tutti volevano risultati e progredire il più rapidamente possibile. Da questo punto di vista, ci è mancata la pazienza, il che non è stato facile per nessuno di noi"
Kubacki ci tiene però a sottolineare che la mancanza di rendimento sia dovuta a problemi di tipo familiare, in particolare alla salute di sua moglie Marta, che lo scorso anno fu vittima di gravi problemi cardiaci che ne hanno messo a repentaglio la vita. L’atleta, all’epoca in trasferta a Vikersund, chiuse la stagione per stare affianco a sua moglie in condizioni disperate, ma oggi quell’incubo, assicura il polacco, è solo un lontano ricordo.
"In termini di viaggi, allenamenti e partenze non c’è stato nessun momento in cui ho dovuto rinunciare a qualcosa per motivi familiari. Marta è venuta a Planica e la situazione si è stabilizzata. Non è questo il motivo dei risultati di questa stagione. Se lo fosse stato, allora gli altri avrebbero saltato bene, mentre io avrei cercato di risalire dal fondo, ma purtroppo tutti abbiamo rincorso e cercato di risalire dal basso quest’inverno con esiti diversi"
Salto con gli sci – Kubacki riassume il suo inverno ai margini: “Un calvario”
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