La stagione 2023/24 non sarebbe potuta iniziare meglio per Roman Rees, che a 30 anni (sono diventati 31 lo scorso marzo) ha vinto la sua prima gara in Coppa del Mondo alla prima gara utile in stagione, l’individuale di apertura a Östersund, potendo anche fregiarsi, di conseguenza, del pettorale giallo. Questa "bolla" di successo, che sembrava andare in continuità con quanto fatto nella stagione precedente, quando aveva portato a casa la migliore stagione della sua carriera, chiusa al nono posto in classifica generale, è però presto scoppiata, facendolo sprofondare ad un livello sportivo basso, come ammette candidamente lui stesso, ospite del podcast di biathlon in lingua tedesca "Extrarunde".
“È stato un enorme sollievo. Ho sperato e lavorato a lungo per raggiungere questo momento" ha spiegato Rees "Ma avevo anche dei dubbi sul fatto che fosse possibile. Quante persone vincono una gara di Coppa del Mondo? Spesso sul podio ci sono gli stessi atleti. Quando è successo, è stato un enorme sollievo"
La sorte però si è completamente ribaltata nel secondo weekend di gara svedese, con il tedesco che cade vittima, come molti in quel momento della stagione, del Covid, costringendolo a saltare la staffetta. Il tedesco però non voleva perdere l’appuntamento con la gara individuale successiva, la sprint.
"Mi sono ammalato la settimana successiva alla mia vittoria. Il venerdì sono risultato negativo al test e non avevo alcun sintomo. Mi sentivo debole, ma volevo davvero essere ai blocchi di partenza con la maglia gialla"
Oggi, però, avendo messo la stagione invernale alle spalle e avendo analizzato tutto attentamente, si rende conto che l’errore maggiore è stato nella pianificazione del prosieguo della stagione.
"Ero di nuovo in salute, ma non in forma. E si tratta di una linea sottile nello sport agonistico. Non ho recuperato correttamente e dormivo male. Ero brutalmente vuoto e stanco nella testa. Sarei dovuto tornare a casa, invece ho proseguito per la Coppa del Mondo di Hochfilzen" ha dichiarato il 31enne.
Da quel momento in poi l’atleta della Foresta Nera è rimasto costantemente lontano dal podio e ai Mondiali di febbraio ha dovuto accontentarsi della "panchina", disputando solo l’individuale dove, considerata la sua situazione e le condizioni impervie della gara, ha portato a casa un buon 13esimo posto. Rees ha considerato anche l’ipotesi di terminare la stagione in anticipo, ma è andato avanti fino alla fine, in Canada. “La crisi è continuata fino alla fine della stagione. Non avevo più molta forza e desideravo solo che finisse"
Nonostante la delusione per la stagione oggi Rees guarda al futuro con fiducia, nonostante non sia tra gli atleti tedeschi automaticamente "qualificati" per l’apertura della prossima stagione di Coppa del Mondo a Kontiolahti e dovrà giocarsela internamente: “Queste sono situazioni difficili che possono renderti più forte per il futuro. La qualificazione è il mio primo obiettivo. Se ci riuscirò, voglio fare tesoro della stagione 22/23. So di potercela fare e quindi non ho grandi timori. Sono motivato a tornare al punto di partenza”.
Biathlon – Rees si carica per nuova stagione, ma deve prima conquistare un posto per la Coppa del Mondo: “So di potercela fare”
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