Vansbro è un piccolo Comune svedese non lontano da Falun, famoso nel paese per via del nuoto. Qui, infatti, si tiene ogni anno la Vansbrosimningen (o "Vansbro swimming"), la più classica delle gare di nuoto in acque libere della Svezia. Ma non si tratta dell’unica peculiarità di Vansbro, visto che questo villaggio da poco più di duemila abitati è anche il paese d’origine di Moa Ilar, fondista di Coppa del Mondo e membro della squadra nazionale svedese. La classe ’97, infatti, nonostante ora abiti stabilmente a Östersund, è cresciuta ed ha risieduto per lungo tempo durante la sua infanzia proprio a Vansbro.
Ma come si intersecano questi due aspetti? Cosa c’entra una gara di nuoto con una fondista svedese? Il legame sta nel fatto che accanto alla Vansbrosimningen – che tra l’altro è inserita insieme alla Vasaloppet nel circuito "En Svensk Klassiker" – nel periodo estivo va in scena anche una serie di altre gare, tra le quali è incluso il Vansbro Triathlon. Un percorso che nella variante "Middle Distance" si snoda su 1900 metri di nuoto, 90 km in bici e 21 km di corsa, a cui quest’anno prenderà parte anche Moa Ilar. Lo farà il prossimo sabato 29 giugno, data in cui è prevista la gara di triathlon.
"Sarà molto divertente", sintetizza Ilar in una breve dichiarazione pubblicata sui canali ufficiali di Vansbrosimningen. Un omaggio al suo paese d’origine, ma anche un bel modo per variare un po’ la preparazione, aggiungendo alle tante ore di skiroll anche un considerevole sforzo nella corsa, nel ciclismo e soprattutto nel nuoto, forse la disciplina meno praticata dai fondisti tra quelle proposte dal triathlon.
E’ infatti vero, che raramente il nuoto viene incluso nella preparazione propedeutica agli sport come lo sci di fondo. Forse per la distanza considerevole con la gestualità e lo sforzo richiesti nello sci, o forse semplicemente perché la cultura degli sport acquatici è lontana dai centri dove si sviluppano gli sport invernali, soprattutto alle nostre latitudini dove mare e monti sono geograficamente e culturalmente piuttosto lontani. Questa distanza si riduce in Svezia – e in generale in Scandinavia – dove l’assenza di catene montuose importanti rende la pratica di discipline che da noi sono generalmente relegate in zone più vicine al mare (o al lago), più accessibile. Basti pensare alla storia di Samuel Oskarsson, passato recentemente dallo sci di fondo al canottaggio con discreti risultati.
Sci di fondo – Svezia, Moa Ilar si reinventa triatleta: nuoto, corsa e bicicletta nel paese della “Vansbrosimningen”
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