Sci di fondo | 16 ottobre 2019

Fondo - Nicole Monsorno: "Sto migliorando tanto sulla tecnica, questo mi dà fiducia"

La trentina ha anche svelato una scommessa molto particolare: "Con Bernardi ci siamo sfidati a chi avrebbe resistito di più senza usare il telefono; ho capito quanto tempo buttiamo a scorrere foto sui social"

Fondo - Nicole Monsorno: "Sto migliorando tanto sulla tecnica, questo mi dà fiducia"

Nella passata stagione ha ottenuto la sua prima vittoria internazionale, conquistando il successo nella sprint di OPA Cup Junior a Isolaccia. Nicole Monsorno è reduce da una buonissima stagione nella quale ha dimostrato di avere talento nelle sprint, nonostante un problema alla spalla che si è portata dietro per tutto l’anno. Ai Mondiali Junior, in una gara che ha visto al via atlete del livello di Skistad e Karlsson, ha concluso all’undicesimo posto.

La trentina, aggregata alle Fiamme Gialle, sogna ora di poter entrare nella top ten dei prossimi Mondiali, che si disputeranno a Oberwiesenthal, ma di togliersi anche diverse soddisfazioni nel corso della prossima stagione. L’abbiamo raggiunta telefonicamente, parlando con lei di tanti argomenti, anche dell’importanza per un’atleta di interessarsi a cose extra sportive e ci ha svelato di una simpatica scommessa con il suo compagno di squadra Riccardo Bernardi, che l’ha portata a non utilizzare lo smartphone per una settimana.

Ciao Nicole. Come sta procedendo la tua preparazione?
«Sono molto contenta di come stanno andando le cose, perché siamo veramente un bellissimo gruppo, abbiamo legato tanto e ci siamo allenate molto bene. Purtroppo in Norvegia mi sono ammalata e ho perso praticamente tutto l’evento norvegese, che ho passato a letto. Inoltre quando sto a casa ho la fortuna di allenarmi con Monica Tomasini oppure con le Fiamme Gialle, quindi sono stata sempre monitorata. Ho fatto diversi allenamenti anche in occasione dei raduni interforze, dove ho avuto i senior da traino. Insomma ho tanti motivi per essere soddisfatta».

Nel corso della passata stagione hai avuto un problema fisico; come stai adesso?
«Purtroppo mi sono trascinata dietro un problema alla spalla per tutto l’inverno. In alcune gare nemmeno sono partita, in altre come ad Oberwiesenthal, sono stata costretta a fermarmi per il dolore. In una prima diagnosi sembrava essere una borsite, ma a un esame più approfondito è uscito fuori che avevo due legamenti sfilacciati. Ho fatto tanta fisioterapia ed ora la situazione è migliorata. Per esempio nel passato autunno faticavo tantissimo sugli skiroll, perché con l’asfalto duro sentivo tanto dolore. Invece quest’anno sono riuscita a fare più o meno tutti gli esercizi. Nella passata stagione sono anche stata costretta a limitare moltissimo gli allenamenti sulla forza, anche se per fortuna ho già una bella muscolatura di mio».

In Nazionale anche quest’anno sei allenata da Francesco Semenzato. È importante per te avere avuto continuità?
«Sicuramente essere seguita dallo stesso allenatore per più anni è una cosa importante. Franz, poi, è molto bravo e competente, inoltre, cosa non da poco, sa creare un bel clima all’interno del gruppo. Non a caso noi ragazze abbiamo legato moltissimo tra noi e anche con il gruppo maschile».

Sei aggregata nelle Fiamme Gialle, dove hai la fortuna di lavorare con due ex sprinter come Fulvio Scola e Francesca Baudin; è per te un vantaggio?
«Sono innamorata dei miei due allenatori delle Fiamme Gialle, sono persone molto intelligenti e mi hanno dato una grande mano anche nell’insegnarmi come affrontare al meglio l’allenamento, soprattutto dal punto di vista mentale. Il fatto che siano sprinter sicuramente aiuta. Essere aggregata alle Fiamme Gialle è stato un grande aiuto per me».

Ti sei già posta degli obiettivi in vista della prossima stagione?
«Sicuramente cercherò almeno di riconfermare i piazzamenti fatti lo scorso anno, ma poi bisogna sognare anche in grande. Al Mondiale voglio entrare quest’anno nella top ten, sarebbe un bel risultato. Lo scorso anno c’erano delle atlete di livello altissimo come Karlsson e Skistad, vedremo quest’anno. Sarà una stagione molto lunga, perché il Mondiale arriverà quasi alla fine, ma la sprint sarà in skating, la tecnica che prediligo».

Hai lavorato su qualcosa in particolare?
«Si, mi sono impegnata tanto sulla tecnica. Franz (Semenzato, ndr) è molto soddisfatto del lavoro fatto, in particolare mi ha mostrato una foto della quale era davvero felice perché facevo le "virgole" sugli skiroll. Questo mi dà molta fiducia».

Nel corso dell’ultimo raduno avete svolto anche alcune attività extra sportive, come andare al cinema per vedere dei documentari sul Vajont.
«Proprio questa settimana pensavo a quanto sia importante per noi non avere in testa soltanto lo sci, ma interessarci anche ad altre cose. Per esempio grazie alla scelta degli allenatori di portarci al cinema a seguire questi due documentari sul Vajont, abbiamo avuto l’opportunità di sapere di più su un argomento che conoscevamo soltanto a grandi linee. Attività come questa sono importanti per crescere come persone e anche culturalmente, perché stimolano la curiosità».

Abbiamo visto spesso video della nazionale Under 23 che in raduno si diletta con chitarra e altri strumenti. Anche voi dell’Under 20 avete qualche musicista nel gruppo?
«A Obertilliach, quando eravamo con la nazionale Under 23, abbiamo apprezzato moltissimo l’allenatore della squadra maschile Luciano Cardini, che ha preso la chitarra e ha iniziato a suonare. Così abbiamo insistito tanto per farlo anche noi Under 20 nei nostri raduni. Quindi a Forni Avoltri ci ha pensato Francesco Manzoni a portarsi la chitarra, lui è autodidatta ed è stato bravissimo. Abbiamo cantato e suonato un po’ di tutto, da tipiche canzoni italiane come “Gli Anni”, “Il ragazzo della via Gluck”, “Gianna” o “La Canzone del Sole”, anche a qualche brano straniero. Io ho richiesto “The Sound of Silence”».

Ma è vero che in raduno, per scommessa, hai limitato moltissimo l’uso dello smartphone?
«Si, tutta colpa, o merito, di Riccardo Bernardi. Lui mi ha sempre accusato di usare troppo il telefono, così mi ha sfidato a limitarne l’uso per vedere chi tra noi avrebbe resistito di più. Figurati, a me le sfide piacciono sempre, sono competitiva, così ci siamo messi alla prova. Ogni sera lui mi chiedeva per quanti minuti lo avessi utilizzato e io mentivo dicendogli qualcosa in più per fargli credere che stesse vincendo. A fine raduno abbiamo controllato e ho vinto io per due minuti. Ora deve offrirmi una pizza».

Senza telefono cosa hai fatto?
«Sapendo della sfida, mia mamma ha comprato a entrambi le parole crociate. Per il resto ho passato tanto tempo a leggere libri. Devo dire la verità, mi sono accorta quanto tempo buttiamo via per scorrere delle immagini sui social»

Giorgio Capodaglio

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