Sci di fondo | 06 marzo 2020

Fondo, Mondiali Juniores - Italia da sogno! Bronzo per gli azzurri nella staffetta maschile

Incredibile bronzo per Michele Gasperi, Davide Graz, Giovanni Ticcò e Francesco Manzoni; netto successo per gli Stati Uniti sul Canada; crollo per Russia, Germania e Norvegia

Fondo, Mondiali Juniores - Italia da sogno! Bronzo per gli azzurri nella staffetta maschile

Non è un sogno, è la realtà. Con un magnifico finale di Francesco Manzoni, l’Italia compie una clamorosa impresa, vincendo un inatteso bronzo con la staffetta maschile al Mondiale Juniores di Oberwiesenthal. Una medaglia arrivata quando sembrava ormai certo il quarto posto, con Manzoni che era rimasto inizialmente staccato dallo svizzero Grond, ma sull’ultima salita ha compiuto un autentico miracolo, riagganciando lo svizzero e staccandolo poco prima dell’ingresso allo stadio, regalando all’Italia un bronzo da sogno nel giorno del crollo di Russia (sesta), Germania (settima) e Norvegia (decima), condannata dalla frazione di Evensen.

Non c’è stata storia per l’oro, gli Stati Uniti hanno fatto un clamoroso back to back vincendo il secondo oro consecutivo con la staffetta maschile ai Mondiali Juniores. A un anno dal successo di Lahti, arrivato grazie a una grande azione di Gus Schumacher, gli statunitensi hanno vinto questa volta con un incredibile prova di squadra, iniziata con una grande prova in classico di Jager e Ogden, finalizzata poi in skating da Hagenbuch e Schumacher. Alle loro spalle un sorprendente Canada, che ha sfruttato il grande lavoro finale di Drolet, poi il miracolo Italia.

Una bellissima prova di squadra quella degli azzurri. Michele Gasperi ha saputo soffrire e resistere nella prima frazione in classico, Davide Graz è stato straordinario come sempre nella sua prova, recuperando il buco che lo divideva dagli altri e riuscendo nel finale anche a staccare tutti dando il cambio a Ticcò in seconda posizione. Il giovane della Val Di Fassa ha confermato il suo grande carattere, restando agganciato nel gruppo con Canada, Svizzera, Francia e Norvegia, nonostante l’azione finale di Andersen. Poi nell’ultima frazione ci ha pensato Manzoni, quando sembrava ormai tutto perduto, con il cuore a recuperare sullo svizzero Grond e regalare all’Italia un bronzo da sogno.

Un risultato che arriva da tre diversi comitati, Alpi Centrali, FISI FVG e Trentino, ma anche da due diverse nazionali, con Graz allenato da Luciano Cardini nell'Under 23 e gli altri tre azzurri da Paolo Rivero nell'Under 20. Ma soprattutto una grande iniezione di fiducia al fondo italiano.

LA GARA

Nella frazione iniziale in classico gli Stati Uniti, campioni mondiali in carica, provano subito la fuga con Luke Jager. Lo statunitense guadagna già 15” dopo 2,5km su un gruppone di dodici atleti che viene chiuso dall’azzurro Gasperi. Inizia nuovamente a nevicare, mentre lo statunitense continua a guadagnare secondi, ben 21” sul gruppo ora ridotto a dieci elementi, tra i quali sempre l’Italia. Prosegue la bellissima azione di Jager che arriva addirittura a 28” sugli inseguitori dai quali si stacca anche il finlandese Moilanen. Nel finale del giro, anche Gasperi perde il contatto con gli altri atleti, pagando forse il cambio delle condizioni. Al cambio USA avanti con 25” su Germania, Norvegia, Francia, Repubblica Ceca, Canada e Svizzera. L’Italia è nona a 44”.

Al via della seconda frazione, mentre la neve cade in maniera sempre più copiosa, la Norvegia prende in mano le operazioni del gruppo inseguitore con Moerk, il russo Zhul riesce a riagganciarsi con un’ottima azione e Graz fa un grande sforzo nel tentativo di fare altrettanto. Ogden prosegue in testa il fantastico lavoro di Jager, così il vantaggio statunitense arriva addirittura a 45” su un gruppo di sette elementi che comprende anche l’Italia, grazie all’impressionante inizio di Davide Graz, che ha speso molte energie. Un po’ in difficoltà, invece il tedesco Doerks, che si stacca leggermente. A comandare gli inseguitori si mette ora il canadese Mckeever, seguito proprio da Graz, nella seconda piazza del gruppo. A metà della frazione il vantaggio statunitense è di addirittura 51” su Canada, Italia, Russia, Norvegia, Svizzera e Francia, mentre la Germania è a un minuto. Il canadese aumenta il proprio ritmo nel secondo giro, riuscendo a far allungare il gruppo, sempre inseguito da un ottimo Graz. L’azzurro è autore di un grandissimo finale, tanto che scavalca il canadese e al cambio l’Italia è seconda ad appena 31” dagli Stati Uniti. Moerk è terzo a 35”, quindi Svizzera, Canada e Francia, mentre la Russia è a 44” e la Germania ottava a 1’03”.

Sulla carta quella con Hagenbuch è la frazione più debole per gli Stati Uniti, che tiene però un vantaggio di 30” su un generosissimo Ticcò, seguito dal norvegese Andersen, lo svizzero Nufer, il canadese Stephen e il francese Lovera. Non guadagna la Russia con Kuznetsov, mentre crolla la Germania con Sossau. Al passaggio allo stadio gli Stati Uniti hanno 34” sul gruppo inseguitore, nel quale viene ripreso anche Ticcò. La Russia è a 52”, la Germania a 1’20”. Lo statunitense prosegue la sua azione, non dando segni di cedimento, tanto che l’oro a stelle e strisce sembra già deciso. Alle sue spalle nel tratto più duro si accende la lotta con Andersen e Nufer con un grande passo in salita, mentre Stephen, Ticcò e Lovera cercano disperatamente di restare agganciati. All’ultimo cambio USA a 33”, seguita da Svizzera e Norvegia, con Canada, Italia e Francia che sono comunque solo a un paio di secondi dal podio.

Per Gus Schumacher l’ultimo giro è soltanto una splendida passerella, non ha bisogna di ripetere il numero della passata stagione per regalare l’oro a una nazionale che in un anno è cresciuta in maniera veramente notevole. Così gli occhi sono tutti sulla lotta per le altre medaglie, racchiusa a cinque nazionali, tra cui l’Italia con Manzoni. Il canadese Drolet si mette in testa a tirare con alle sue spalle l’azzurro e lo svizzero Grond. A sorpresa si staccano il francese Goalabre e il norvegese Evensen. Forse la scelta della Norvegia di schierare uno sprinter che solo due giorni fa era a Konnerud in Coppa del Mondo è stata un po' superficiale.

Sul tratto più duro il canadese continua a tenere un passo alto, seguito dallo svizzero e l’azzurro che cerca di non mollare anche se perde un paio di metri. Al passaggio dell’ultimo giro gli USA guidano con 43” su Canada e Svizzera, l’Italia è quarta a 45”. La Francia è a 1’04”, la Norvegia addirittura a 1’13”. Purtroppo l’azione di Drolet, come sembrava già in precedenza, provoca il distacco di Manzoni, che non riesce a reggere. Grond disperatamente prova a restare agganciato ma anch’egli è costretto a staccarsi. L’azzurro è a 10” dallo svizzero nella lotta per il podio. Il canadese si gira e capisce che la suta tattica è stata vincente, il Canada si prende un inatteso argento. Nel finale, mentre USA e Canada già festeggiano, succede l'incredibile, con Manzoni che recupera lo svantaggio sul tratto più duro e prima dello scollinamento affianca e sorpassa Grond andandosi a prendere un bronzo che da tutto lo staff azzurro viene festeggiato quanto un oro.

 

Giorgio Capodaglio

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