Combinata | 08 ottobre 2020

Combinata - Kostner descrive l'emozione del suo primo salto dopo dieci mesi: "Mi sembrava di essere in un film"

Il gardenese delle Fiamme Oro ha saltato per la prima volta dall'infortunio subito a Ramsau: "Mi sono sempre chiesto come sarebbe stato il mio primo atterraggio, ma una volta in volo non ci ho pensato, è stato tutto naturale"

Combinata - Kostner descrive l'emozione del suo primo salto dopo dieci mesi: "Mi sembrava di essere in un film"

Il 2 ottobre scorso è tornato finalmente a saltare, dieci mesi dopo il brutto infortunio subito a seguito di una caduta avvenuta in allenamento a Ramsau prima della tappa della Coppa del Mondo. Dal trampolino di Planica, il K72, Aaron Kostner è ripartito dopo il lungo stop pronto a riprendere il suo percorso da dove l’aveva lasciato, quell’ottimo inizio di stagione 2019/20 che sembrava certificare il suo salto di qualità. Il poliziotto gardenese è felicissimo di essere tornato a fare ciò che più ama, è stato difficile per lui stare lontano dal trampolino, vedere i compagni dalla televisione oppure, come accaduto negli ultimi mesi, non andare con loro a svolgere gli allenamenti sul trampolino durante un raduno.

A Fondo Italia l’atleta delle Fiamme Oro ha descritto i pensieri e le emozioni provate la scorsa settimana, quando finalmente ha rivissuto il brivido di volare.

Ciao Aaron. Raccontaci il momento in cui sei salito sul trampolino K72 di Planica e hai effettuato il tuo primo salto.
«Mentre mi recavo con la squadra verso lo stadio ero molto tranquillo. Una voltà lì ho prima di tutto effettuato qualche discesa sulla pista di atterraggio per sentire un po’ gli sci e ritrovare il feeling anche con l’erba. Sono salito sul 70 e quando l’allenatore mi ha dato il via e sono partito sull’inrun mi sembrava di essere in un film. Mentre scendevo con gli sci prima dello stacco continuavo a chiedermi se tutto quello fosse vero. Quando poi ho staccato e iniziato a volare, mi sono ben goduto il momento e ho capito che era la realtà».

Cosa hai pensato prima di saltare?
«In tutto questo periodo mi sono sempre chiesto come sarebbe stato il primo atterraggio dopo la caduta di Ramsau. Non volevo pensarci, ma la mente finiva automaticamente lì. Questo pensiero è ritornato sempre fino a poco prima di saltare. Poi una volta che mi sono trovato in fase di volo mi sono sentito libero e quando sono atterrato mi sono reso conto che non mi era più venuto in mente il pensiero dell’atterraggio. Era stato tutto naturale, avevo eseguito il gesto che avevo dentro di me».

Cosa ti ha detto Winkelmann dopo il salto?

«Mi ha detto che l’ho fatto emozionare, perché era contento che fossi tornato a saltare eseguendo anche un salto deciso senza grandi rischi. I salti successivi sono stati uno migliore dell’altro, non se l’aspettava».

Prima di venerdì non ti aveva mai visto saltare.
«No, era la prima volta, perché nei raduni precedenti avevo sempre partecipato agli allenamenti di tecnica a secco, tante imitazioni con il carrello dove saltiamo e lui ci prende. Di quelle ne ho veramente fatte tantissime da fine giugno fino alla scorsa settimana. Dal punto di vista tecnico ho subito capito e registrato nella mia mente la sua idea di salto. Ovviamente non potendo provare, non sapevo come l’avrei poi eseguita sul trampolino. È stato quindi molto positivo accorgersi che ho già fatto mia questa idea, le cose mi sono subito venute bene».

Ci sembra di capire che sei soddisfatto anche della qualità dei tuoi salti.
«Ovviamente sul trampolino c’è ancora da migliorare e lavorarci un po’ su, ma l’inizio è stato buono. Ho fatto dei salti di qualità e mostrato un buon livello. Ora devo ripartire da qui e nei prossimi mesi cercare di riportare sul trampolino le idee su cui abbiamo lavorato in questo lungo periodo».

Come hanno reagito i tuoi compagni di squadra? Abbiamo visto una bella foto con il tuo amico Samuel Costa, ma anche il dt Rigoni era molto contento del tuo ritorno.
«Erano tutti felici per me, è stato bello anche per loro. Alla fine sono sempre stato con i miei compagni in raduno, ma quando loro andavano a saltare, io purtroppo facevo altre cose. Adesso finalmente non devo più seguire un programma a parte, ma allenarmi sempre con loro. Diciamo che venerdì sera mi è anche toccato offrire da bere a tutti (ride, ndr)».

Quali sono ora i prossimi passi?
«A Planica ho proseguito sui trampolini più piccoli, ma ovviamente l’obiettivo è arrivare presto a saltare nuovamente dal 120. Dipenderà ovviamente da me, se nelle prossime settimane riuscissi a saltare bene senza fare troppa fatica, potrei presto tornare sui trampolini più grandi. Diciamo che l’inizio è stato molto buono, non ho avuto problemi e mi fa ben sperare».

Giorgio Capodaglio

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