Può sembrare il titolo di un romanzo, ma in fondo è quello che è successo questo pomeriggio durante la staffetta mista che ha inaugurato il percorso del biathlon a Pechino 2022.
Ai più attenti non sarà sfuggito come al primo poligono Marte Røiseland abbia dovuto armeggiare con la propria carabina, prima di mettersi in posizione per inseguire la fuggitiva Lisa Vittozzi utilizzando una ricarica.
Ma cosa era successo?
La ricostruzione più precisa è stata fatta dalla tv nazionale norvegese NRK e per capire appieno quanto avvenuto bisogna tornare indietro alla fase di riscaldamento e di posizionamento in griglia.
Capita infatti che dalla carabina della leader della classifica generale di Coppa del Mondo cada un pezzo, istante che viene colto dalla slovena Ula Hafner, un passato da promessa dello slalom ed ora fisioterapista al seguito della sua nazionale, che raccoglie il pezzo e prova ad avvisare il team norvegese.
Stando sempre alla ricostruzione, a quel punto manca un minuto circa al via della gara e nella concitazione Røiseland viene avvisata, ma sul momento si limita a verificare la presenza di caricatori e ricariche.
La brutta sorpresa per Marte arriva però al momento del primo poligono: il mirino della sua carabina è infatti incompleto. Per sua fortuna nel frattempo il pezzo finisce nelle mani del tecnico d tiro Patrick Oberegger che ha fatto in modo che arrivasse in piazzola. E nel freddo del pomeriggio cinese, a Røiseland non è restato altro da fare che avvitarlo.
"Giravo, giravo, sembrava non avvitarsi mai – ha scherzato Marte al termine della vittoriosa gara – Prima del via mi avevano detto che la carabina poteva avere un problema, ma mi sembrava tutto ok. Di certo trovarsi in piazzola senza mirino non è stato piacevole, non mi era mai successo".
"Devo dire che Marte è stata davvero fredda – è stata invece la sottolineatura del tecnico altoatesino Patrick Oberegger – ha mantenuto la calma e nonostante tutto ha messo a segno 4 colpi su 5 col caricatore. Sono molto soddisfatto della sua prova".
E soddisfatta è anche Ula Hafner. "Sono felice di essere stata d’aiuto e quando ho visto Bø vincere, un po’ ho esultato anche io: sapevo che senza quel pezzo non avrebbero potuto gareggiare".
Un brivido in una gara già di per sé pazza e conclusa con la volata vincente di Johannes Bø che alla prima occasione ha rinfrancato una stagione sin qui abbastanza difficile, specie in un momento non facile visto il suo status di "contatto stretto" del positivo Riiber.
"Il covid non colpisce un vichingo come me! sono perfettamente sano e veloce, avete visto" ha commentato col sorriso nascosto dalla mascherina d’ordinanza il fuoriclasse norvegese, stando a quanto riporta VG.
Biathlon – L’ex slalomista slovena che salvò la staffetta norvegese
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