È stata ancora una volta protagonista di una fantastica Olimpiade, che ha chiuso come sempre dando tutto, svuotata di ogni energia, addirittura portata via dai tecnici perché impossibilitata a rialzarsi. Jessie Diggins ha l’incredibile capacità di portare il proprio corpo al massimo dello sforzo possibile, per poi crollare a terra dopo il traguardo completamente distrutta. L’abbiamo visto tante volte in Coppa del Mondo ed è accaduto nuovamente nella notte tra sabato e domenica nella 30 km che ha chiuso i Giochi Olimpici di Pechino.
«È stato veramente emozionante – ha affermato Diggins a FasterSkier dopo la gara – è stata una delle cose più dure che abbia mai fatto nella via vita, specialmente perché avevo avuto un’avvelenamento da cibo appena trenta ore prima. È per questo motivo che credevo sarei morta sul traguardo. Ho avuto i crampi alle gambe negli ultimi 17 km, non so come ho fatto a chiudere questa gara. È stato fantastico».
Come accaduto anche a Klæbo nell’immediata vigilia della 50 km, poi diventata 30 km, anche Diggins è stata male: «Mi sono svegliata ieri mattina, che praticamente ogni cosa usciva dal mio corpo, così sono praticamente stata l’intera giornata sdraiata sul letto e ho cercato comunque di mangiare. Ho parlato con i miei genitori e mia mamma ha detto: "Non decidere pensando a come ti senti ora, semplicemente vai lì fuori e scia perché ami gareggiare". Aveva ragione lei».
La statunitense ha quindi parlato della sua gara: «Avevamo degli sci fantastici. Il nostro team ha lavorato così duramente. Io ho semplicemente provato a sciare in maniera intelligente e tutto quello che volevo era disputare una gara coraggiosa. Così, quando Johaug è partita, ho provato ad andare con lei ma non potevo tenerla. Così ho pensato soltanto a mettere giù la testa e fare la mia gara».
Diggins è davvero orgogliosa della sua trenta chilometri, anche perché ha vinto la sua seconda medaglia a questi Giochi Olimpici. Un risultato che dimostra la sua capacità di essere competitiva su tutte le distanze, avendo vinto medaglie sulla distanza più breve come su quella più lunga. «Questa potrebbe essere stata la miglior gara della mia vita, non dico una bugia. È stata anche la gara più dura della mia vita. È stata una montagna russa di emozioni, ma sono felice di averla fatta. Avere una medaglia nella sprint e nella 30 km è un altro traguardo per me. Per tutta la mia carriera ho provato a essere un’atleta competitiva su tutte le distanze, così è stato davvero fantastico esserci riuscita».
Sci di Fondo – Le emozioni di Diggins: “È stata la miglior gara della mia vita, ma anche la più dura”
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