Oggi la FIS dovrebbe annunciare la propria decisione in merito alla possibile riammissione o all’estensione dell’esclusione degli atleti di Russia e Bielorussia nella stagione 2022/23. A Soelden, dove è presente per assistere oggi all’apertura stagionale della Coppa del Mondo di sci alpino, il presidente della FIS, Johan Eliasch, ha risposto alle domande degli svedesi di SVT, insieme a NRK.
L’idea del numero uno della Federazione Internazionale dello Sci e dello Snowboard è la più semplice possibile: non schierarsi. «Abbiamo deciso di seguire il CIO. Il CIO è responsabile della promozione della pace attraverso lo sport, e questo è estremamente importante. È una questione difficile».
SVT ha provato a metterlo in difficoltà e farlo schierare, chiedendogli le motivazioni della scelta della FIS, dello scorso febbraio, di giustificare l’esclusione degli atleti russi e bielorussi con motivazioni di sicurezza degli stessi atleti piuttosto che come condanna per l’attacco in Ucraina: «Ancora una volta, abbiamo seguito il CIO. Ed è la linea del CIO che seguiamo. Cosa che hanno fatto la maggior parte delle associazioni. Cosa ne penso io? Ciò che è importante qui è ciò che è meglio per lo sport. Credo che seguire le linee guida del CIO sia la strada giusta in questo caso. È importante che lo sport non diventi un’arma per scopi politici. Per questo motivo il CIO ha chiesto a tutte le associazioni di mostrare solidarietà e stare insieme, e questo è importante in questa situazione».
Eliasch non ha voluto nemmeno dare il proprio giudizio su Putin: «Come presidente, non entrerò in questioni di politica estera. Sono qui solo come presidente della FIS».
Eliasch non si schiera: “Russia e Bielorussia? Seguiamo il CIO. La mia idea su Putin? Non entro in questioni politiche”
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