Una linfoadenite mesenterica non riconosciuta dai medici ha portato Moa Lundgren, fondista svedese, a finire per sbaglio sotto i ferri a ottobre. Si pensava che si trattasse di un attacco di appendicite, invece si trattava di una problematica di salute reale, ma che sarebbe guarita da sola.
Ai microfoni di "SVT Sport", Lundgren ha ricordato quel periodo: "La prima settimana ero così stanca che dormivo tutto il giorno. Inizialmente sono stata male, poi sono stata bene per qualche giorno e, alla fine, mi è venuta la febbre".
Un percorso tortuoso, culminato nell’operazione che ha impedito a Moa Lundgren di sciare per quattro settimane, costringendola financo a saltare l’inizio della stagione agonistica. Tuttavia, durante la prima gara svedese a Bruksvallarna, l’atleta è tornata sugli sci per la prima volta dopo l’intervento: "È stato magico – ha asserito –. Mi sentivo come se fossi lì, quando guardavo le trasmissioni. Ora sono più libera. Non ho troppe restrizioni, ma non posso ancora uscire per lungo tempo. Si tratta di non fare attività prolungate".
Moa Lundgren, che fa parte della Nazionale B, spera ancora nella convocazione per i Mondiali di Planica 2023: "Ma penso che dipenda interamente da come gli altri continuano a sciare e da come la squadra pensa di andare avanti. Se farò bene nella Scandinavian Cup a Östersund, il 16-18 dicembre, allora potrò dire la mia. Ma senza che diventi un obbligo o una pressione. Dopotutto, c’è una lunga stagione ed è importante assicurarsi che tutto vada bene".
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