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Sci nordico – La FIS pensa a una rivoluzione: Mondiali di sci nordico ogni anno dal 2032?

Foto credits: Fondo Italia

Il calendario dei Mondiali di sci nordico potrebbe cambiare radicalmente nel giro di pochi anni. La FIS sta infatti valutando l’ipotesi di disputare la rassegna iridata ogni anno, con la sola eccezione delle stagioni olimpiche, cosa che oggi avviene già nel biathlon. Se il progetto dovesse concretizzarsi, la nuova formula potrebbe entrare in vigore già dal 2032.

Al momento, è importante sottolinearlo, non esiste ancora alcuna decisione definitiva. Si tratta di una proposta che la Federazione Internazionale sta iniziando a esaminare, come confermato dal direttore della Coppa del Mondo di salto con gli sci Sandro Pertile, ma è noto che la questione sia emersa durante l’iter per l’assegnazione dei Mondiali del 2031.

Nel corso del Congresso FIS di giugno a Belgrado avrebbe dovuto essere scelta la sede dei Mondiali di sci nordico del 2031 tra le località di Oberstdorf e Planica. Dopo il rinvio, il 7 luglio, durante la riunione del consiglio FIS, la località tedesca è uscita vincitrice. Ma proprio il rapporto relativo alla riunione del Consiglio FIS del 7 luglio contiene un passaggio particolarmente interessante: nel mese di giugno, la candidatura di Planica aveva infatti presentato una proposta alternativa, ossia assegnare contemporaneamente le edizioni del 2031 e del 2033, divise tra le due località; una proposta respinta dalla FIS che però invita, nel rapporto, Planica altre eventuali località interessate a valutare la possibilità di candidarsi per il 2033 oppure addirittura per il 2032, nel caso in cui venissero introdotte nuove regole per i Mondiali.

A spiegare il significato di quel passaggio è stato Sandro Pertile, interpellato da Skijumping.pl.

«La FIS Council sta valutando la possibilità di disputare i Mondiali di sci nordico ogni anno, ad eccezione degli anni olimpici», ha spiegato il dirigente italiano, precisando però che «per il momento si tratta soltanto di una valutazione preliminare».

Alla base dell’idea ci sarebbe anche la volontà di dare maggiore rilevanza alle stagioni che, nel tradizionale calendario quadriennale, non ospitano né i Giochi olimpici né i Mondiali. Negli ultimi anni la FIS aveva già cercato una soluzione attraverso il progetto dei FIS Games, una sorta di manifestazione multisport dedicata alle discipline della neve, da disputare ogni quattro anni a metà del ciclo olimpico: la prima edizione era stata programmata per il 2028, ma il progetto è però progressivamente finito in secondo piano e oggi appare tutt’altro che certo. La sua nascita era stata fortemente legata alla precedente gestione della FIS e alla presidenza di Johan Eliasch, che nel 2026 ha lasciato l’incarico.

L’ipotesi dei Mondiali annuali rappresenterebbe quindi una strada completamente diversa per valorizzare quelle stagioni.

Per altro si tratterebbe di un ritorno alle origini: i Mondiali di sci nordico, infatti, non sono sempre stati disputati con l’attuale cadenza biennale. Nella prima parte della loro storia la rassegna iridata si svolgeva ogni anno, fatta eccezione per le stagioni olimpiche. La serie iniziò a Janské Lázně nel 1925 e proseguì con cadenza annuale fino a Zakopane 1939, con l’interruzione dovuta alla Seconda guerra mondiale.

Nel secondo dopoguerra la FIS modificò il sistema, portando i Mondiali a una frequenza di una volta ogni quattro anni e collocandoli a metà del ciclo olimpico. Questa formula venne utilizzata da Lake Placid 1950 fino a Oslo 1982. Dal 1924 al 1980 era in vigore il principio del cosiddetto “doppio campionato”. Gli atleti che conquistavano una medaglia olimpica nelle discipline dello sci nordico ricevevano infatti contestualmente anche la medaglia del campionato mondiale FIS.

L’assetto attuale nasce invece da una decisione presa nel 1983, durante il Congresso FIS di Sydney, quando venne stabilito di cambiare nuovamente la collocazione temporale dei Mondiali. A partire da Seefeld 1985, la rassegna avrebbe avuto cadenza biennale, negli anni dispari, stabilendo altresì che a partire da Sarajevo 1984, i Giochi Olimpici non avrebbero assegnato contemporaneamente anche i titoli mondiali.

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