Ieri (24 ottobre) la Federazione finlandese ha avuto il suo media day, nel quale ha annunciato i piani per la prossima stagione e ha dato l’opportunità di ascoltare i pensieri e le opinioni degli atleti. Ristomatti Hakola ha raccontato della sua problematica infiammazione all’osso pubico, che lo tormenta da oltre un anno e mezzo. Ciò gli causa forti dolori all’inguine e al basso ventre. "Il problema può essere curato chirurgicamente, oppure – fa sapere lui stesso – prendendosi una pausa dallo sport". Il 32enne ha inoltre cercato di ottenere aiuto attraverso la fisioterapia e altri metodi di trattamento, purtroppo per lui senza successo.
Troppi sono stati i problemi, gli infortuni e le cadute nelle gare, e l’allenamento del fondista è stato quindi molto intermittente. "Non è stato facile, per usare un eufemismo", ha ammesso lo sciatore della Nazionale durante il Media Day finlandese. La lotta di Hakola continua nonostante i problemi e l’obiettivo sono le Olimpiadi italiane del 2026. Nessuna gara è in programma quest’anno per il fondista finlandese, che cercherà quindi di tornare al top per il 2026. quando avrà 35 anni e potrà comunque dire ancora la sua ad alti livelli. Ricordiamo che la Finlandia è argento mondiale in carica nella staffetta maschile.
Sci di fondo – L’inferno di Ristomatti Hakola, costretto a fermarsi da un infiammazione che lo tormenta da un anno e mezzo: “L’obiettivo sono le Olimpiadi”
Ti potrebbe interessare
Sci di fondo – Heming Peder Stadaas e Anna-Karin Strömstedt vincono la Svalbard Skimaraton, l’italiana Sarah Steinmair è terza nella mezza maratona
La stagione delle lunghe distanze prosegue sempre più a nord e questa volta tocca le isole Svalbard,
Einar Hedegart dice addio al biathlon: la Federazione non può offrirgli un posto tra l’élite e lui sceglie lo sci di fondo
Il tira e molla tra Einar Hedegart e la Federazione norvegese di biathlon sembra essere giunto ad un epigolo, e non
Sci nordico – Dopo il no di Svezia e Gran Bretagna, Johan Eliasch trova l’appoggio dell’Armenia
La rielezione di Johan Eliasch si fa sempre più intricata e, dopo i no ricevuti da Svezia e Gran Bretagna, il

