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Biathlon , Sci di fondo

Einar Hedegart dice addio al biathlon: la Federazione non può offrirgli un posto tra l’élite e lui sceglie lo sci di fondo

Credits: Ruka Nordic

Il tira e molla tra Einar Hedegart e la Federazione norvegese di biathlon sembra essere giunto ad un epigolo, e non ad uno felice. Secondo quanto racconta il triplice medagliato olimpico al giornale norvegese VG, la sua “storia d’amore” col biathlon si conclude qui e da questa estate si dedicherà al 100% allo sci di fondo, avendo già avviato trattative con la Federazione di sci per un posto in squadra in vista dei Mondiali di Falun del prossimo anno.

“Mi sembra di aver chiuso una relazione con qualcuno – confessa – ora il prossimo obiettivo sarà fare bene nello sprint in tecnica libera e successivamente in tecnica classica, per poi diventare un buon overall nel lungo periodo”.

Dopo i successi olimpici nel fondo, Hedegart sperava di poter tornare al biathlon, ma la conditio sine qua non era un posto nella squadra élite che, evidentemente, vista la grande densità di talenti in Norvegia, la Federazione non poteva garantire. “Non potevano offrirmi un posto nella squadra d’élite, ma solo un posto nella squadra nazionale delle reclute (squadra B, ndr). Ho chiarito fin dall’inizio che non lo desidero e che voglio entrare nella squadra d’élite.”

Secondo il 24enne sarebbe un passo indietro anche in termini di preparazione per il suo livello attuale, da campione olimpico e vincitore di diverse gare in Coppa del Mondo di fondo; inoltre non gli assicurerebbe un posto in Coppa del Mondo fin da principio: “Provo sentimenti contrastanti. Entrare nella squadra delle reclute è un azzardo troppo grande, non riesco a farmelo andare bene. Con un programma meno valido, anche la preparazione sarebbe inferiore, dato che la squadra d’élite di biathlon è la migliore in assoluto. Sono deluso, anche se me lo aspettavo. Ho ricevuto segnali piuttosto positivi da molte persone con cui ho parlato e nutrivo delle speranze, ma alla fine non è andata così. Vorrei aggiungere che ho avuto un buon dialogo con la Federazione di biathlon. Hanno fatto una valutazione approfondita.”

Sul fronte federale, la segretaria generale Emilie Nordskar, afferma che c’è stato da parte di tutta la sua squadra, tecnica e dirigenziale, per riportare “a casa” il talento del Trøndelag, ma dopo valutazioni approfondite e tenendo conto del quadro generale, la squadra reclute era quanto poteva essere offerto, ma per la preparazione avrebbe avuto accesso a risorse maggiori, incluso un rapporto privilegiato con i tecnici della squadra élite e raduni assieme alla squadra A.

“Einar avrebbe comunque dovuto qualificarsi per le competizioni internazionali, e la valutazione è stata che fosse più corretto offrirgli un posto in una squadra delle giovani promesse forte e motivata, in posizione di sfida, dato che al momento non è sportivamente qualificato per un posto in nazionale – ha dichiarato Nordskar – Da parte della Federazione non è stato ritenuto opportuno modificare la struttura dei gruppi, dato che il nuovo modello della nazionale è stato definito con 6 + 6 rispettivamente per l’élite e le reclute.

Preso atto della sua decisione, non può che augurargli ogni fortuna: “Ci sarebbe piaciuto rivedere Einar con la carabina in spalla, ma gli auguriamo ogni successo nello sci di fondo e non vediamo l’ora di vedere cosa riuscirà a fare sulle piste nelle prossime stagioni. La porta è sempre aperta se desidera tornare da noi.”

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