Forse il risultato finale della gara conclusiva della stagione Ski Classics, dopo 100km sarebbe stato il medesimo, ma quanto accaduto questa mattina alla Janteloppet, nel corso del secondo giro dei quattro in programma nel Mosetertoppen Skistadion ad Hafjell, sarebbe potuto costare caro agli atleti coinvolti.
L’episodio in questione, avvenuto a circa metà gara, al km 56, ha riguardato per altro due atleti che sono poi saliti sul podio: il vincitore, il norvegese Torleif Syrstad, e lo svedese, Max Novak, che erano naturalmente nel gruppo di testa. Tuttavia i due sono diventati protagonisti, loro malgrado, di uno scontro ravvicinato con qualcuno che, in teoria, avrebbe dovuto rimanere a bordo pista. Un responsabile del rifornimento che, proprio mentre diversi corridori percorrevano quel tratto, si era portato troppo dentro la pista, facendo poca attenzione e finendo per scontrarsi con due corridori.
Inutile dire che una tale mossa, oltre che potenzialmente pericolosa, era perfettamente evitabile. E lo spiega anche la reazione del 28enne del Team Aker Dahlie, che per un momento ha temuto di non poter portare al termine la gara e, di conseguenza, esprime il suo disappunto una volta tagliato il traguardo.
"È stato quasi un tentato omicidio" ha detto senza mezzi termini ai microfoni di SVT Sport "Non si riesce a capire come possa accadere quando si ha tanta esperienza che qualcuno stia proprio lì in mezzo. Io e Torleif (Syrstad) siamo caduti e io mi sono stirato la spalla. In quel momento non riuscivo a non sentire nulla. La spalla completamente insensibile, così ho quasi iniziato a piangere per la gara, credevo che fosse finita."
Lo svedese punta il dito contro Petter Myhlback, padre del talento dello sci di fondo svedese Alvar. L’uomo si difende: del resto, in quanto skiman per il team Lager157 (squadra in cui milita suo figlio Alvar, che ha chiuso la Janteloppet in 23esima posizione) la caduta ha coinvolto e di conseguenza rallentato anche Syrstad appartenente al suo stesso team.
"Ho parlato con Max in seguito. Può succedere in una zona lunga e stretta. Succede che i piloti vengano a trovarsi alle mie spalle perché vanno molto veloci. Non è che io fossi in piedi tra i binari. È stato un incidente, un "incidente di gara", nella zona di servizio. Voglio solo scusarmi, sono cose che succedono e mi sono scusato con Max se ho fatto qualcosa di cui dovrei pentirmi. Non è niente di strano, ma è triste quando succede" ha detto Myhlback ad NRK
Per fortuna, entrambi i fondisti sono usciti illesi dallo scorso e hanno chiuso la gara con successo, scalando le posizioni e tagliando il traguardo rispettivamente primo e terzo, ma rimane l’amarezza di un risultato che poteva essere diverso. "Non voglio togliere nulla a nessuno in termini di prestazioni, perché c’è voluta una gran fatica per sciare qui, ma oggi mi sentivo davvero forte. Sarebbe stato bello vincere" ha dichiarato alla tv norvegese.
Sci di fondo – Janteloppet, un rifornimento ai limiti del fatale. Novak: “Credevo che la gara fosse finita per me”
Ti potrebbe interessare
Sci di fondo – Elia Barp pensa alla prossima stagione fra novità e obiettivi: “Ho avuto paura di non partecipare alle Olimpiadi dopo l’operazione. Nella team sprint potrei correre con Davide Graz o Martino Carollo”
Elia Barp è ormai uno dei pilastri dello sci di fondo italiano nonostante abbia soltanto ventitré anni. Il giovane
Nordhagen, dallo sci di fondo al ciclismo: il talento norvegese sorprende anche Pogacar
Nel mondo dello sci di fondo il suo nome è rimasto solo in alcuni – seppur prestigiosi – albi
Sci di fondo – Un nuovo preparatore atletico per Klæbo: Pål Trøan Aune prenderà il posto del padre Haakon
Difficile vincere, ancor più difficile confermarsi: lo sa bene Johannes Høsflot Klæbo che di anno in anno migliora
