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Sci di fondo

Nordhagen, dallo sci di fondo al ciclismo: il talento norvegese sorprende anche Pogacar

Nel mondo dello sci di fondo il suo nome è rimasto solo in alcuni – seppur prestigiosi – albi d’oro: oggi infatti Jørgen Nordhagen sta costruendo una seconda carriera che continua però ad impressionare anche chi lo ha conosciuto e apprezzato sugli sci stretti. A due anni dal titolo mondiale juniores conquistato Planica, il norvegese classe 2005 si è reso protagonista di una prestazione di altissimo livello anche su strada, nel ciclismo professionistico.

Mercoledì, nella prima tappa del Tour de Romandie, il 21enne ha avuto un ruolo chiave nell’azione decisiva che ha portato alla vittoria in volata del fenomeno sloveno Tadej Pogacar. Sui 171 chilometri con partenza e arrivo a Martigny, la selezione si è fatta sulla salita finale verso Ovronnaz: quando Pogacar ha attaccato insieme ad altri due corridori, Nordhagen ha infatti risposto con una progressione solitaria di grande qualità, tenendo a bada nomi di spicco come Primoz Roglic.

Se in vetta il ritardo era di 12″, il distacco si è ridotto ulteriormente nella discesa e poi annullato grazie a un inseguimento in pianura; rientrato sulla testa della corsa, composta dal trio Pogacar, Florian Lipowitz e Lenny Martinez, Nordhagen ha contribuito a staccare gli inseguitori di ben 21″, chiudendo la volata finale in quarta posizione, con lo stesso tempo dei primi tre.

A fine gara, il leader della UAE Team Emirates ha elogiato apertamente il giovane ex fondista (assieme a Martinez): “È stato bello vincere contro i giovani. Ero contento di avere due giovani ciclisti motivati che potevano starmi dietro. Hanno fatto un ottimo lavoro e sono stati molto forti”. E ancora: “Possiamo essere orgogliosi, noi che eravamo in testa”.

Un risultto e delle parole che confermano il valore di un atleta che, fino a poco tempo fa, era considerato una delle promesse più brillanti dello sci di fondo. Ai Mondiali juniores 2024 in Slovenia, Nordhagen aveva conquistato l’oro nella 20 km mass start, oltre a un argento in staffetta e a un quarto posto nella 10 km in tecnica classica. Poco dopo, la scelta di dedicarsi completamente al ciclismo.

Una decisione che aveva scosso l’ambiente, anche per il profilo atletico estremamente interessante del norvegese, cresciuto nel club Sjåstad/V. Lier IL. Oggi, però, i risultati sembrano dargli ragione. Inserito nella struttura della Visma-Lease a Bike, Nordhagen ha trovato spazio anche a causa dell’infortunio del capitano Matteo Jorgensen, ottenendo così maggiore libertà d’azione.

Prima del Romandia, aveva già impressionato con il secondo posto nella corsa a tappe spagnola O Gran Camino, alle spalle di Adam Yates. Un percorso di crescita rapido, che evidenzia come le qualità sviluppate nello sci di fondo – resistenza, gestione dello sforzo, capacità di spingere in salita – possano tradursi efficacemente anche nel ciclismo di alto livello. Per lo sci nordico, resta il rimpianto di aver perso un talento purissimo, anche se Nordhagen rappresenta sempre più un esempio di versatilità e di come in realtà sia molto positivo che i confini tra discipline siano così labili.

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