A Parigi, nel corso della prossima sessione del CIO, che si terrà poco prima dell’inizio delle Olimpiadi estive del 2024, verranno ufficialmente presentate e votate le candidature delle Alpi Francesi e di Salt Lake City per i Giochi Olimpici invernali, rispettivamente nel 2030 e nel 2034. La loro assegnazione sembra essere ormai cosa fatta, e dunque si inizia a ragionare ancora più in là.
Il presidente della Future Host Commission per le Olimpiadi invernali, Karl Stoss ha confermato, durante la conferenza stampa del CIO di mercoledì scorso, che la commissione ha avviato un dialogo molto proficuo con la Svizzera e c’è la possibilità che l’anno prossimo si trasformarsi in un "dialogo mirato", come accaduto con i francesi e gli statunitensi in precedenza; il che significa che, per gli elvetici, si potrà già profilare una relativa certezza nell’organizzazione dei Giochi del 2038, a meno di un ritiro da parte propria. Un’eventualità improbabile considerando che il Paese aveva dato la sua disponibilità già per il 2030 e che, dopo la scelta da parte del CIO di puntare su Francia e Utah (USA), la Svizzera è stata indicata come privilegiata per essere hosting country per il 2038.
La Svizzera ha ospitato i Giochi invernali due volte, e in entrambe le edizioni, nel 1928 e nel 1948, Sankt Moritz ha fatto gli onori di casa; per sette volte, invece, le candidature sono state bocciate. Attualmente, il Paese dei Cantoni è impegnata, sempre in posizione di favorito, nella lotta per la realizzazione dei Giochi FIS del 2028.
Per il 2040, invece, Stoss non nasconde che il CIO vorrebbe che i Giochi invernali tornassero in Asia, dopo 3 edizioni "occidentali": "Con ogni edizione dei Giochi olimpici invernali, ci aspettiamo di trovare candidati interessanti e, come sapete, il Giappone è uno dei Paesi più credibili per quanto riguarda gli sport invernali. Se Sapporo o un’altra regione del Giappone alza la mano e dice: ‘siamo pronti’, vorremmo avviare un dialogo con loro."
Olimpiadi – I piani del CIO dopo Salt Lake City: Svizzera in pole position per il 2038 e si strizza l’occhio all’Asia
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