Non si arriva a 52 edizioni se alle spalle non si è spinti da un motore fatto di competenza, passione e dedizione. La Marcialonga, classica monumento dello sci di fondo italiano, si presenta oggi alla nuova stagione e lo fa attraverso una conferenza stampa, indetta presso il Westin Palace Hotel di Milano. Un’occasione perfetta per ripercorrere l’iconica storia della manifestazione nata nel 1971, proiettandosi nel contempo a quel tanto atteso 26 gennaio 2025. Data in cui migliaia di atleti da tutto il mondo si lanceranno sui percorsi della Val di Fiemme e della Val di Fassa con l’obiettivo di portare a termine la propria fatica da 70 chilometri, nella gara che quest’anno è stata premiata per la terza volta con il riconoscimento di “Event of the Year” del circuito Ski Classics. A rendere ulteriormente speciale la conferenza, la presenza di una delegazione in rappresentanza della Marcialonga Bodø, la gara “gemella” che si svolge in terra norvegese.
Presente in primissima fila Angelo Corradini, presidente di Marcialonga e del circuito Worldloppet, il quale ha ricordato con orgoglio il lavoro svolto ogni anno per garantire il massimo livello nella disputa della manifestazione: “E’ qualcosa che in Valle sentiamo molto e portiamo avanti con grande entusiasmo. E’ una manidfestazione che ha portato tantissimo all’Italia, in termini di promozione, prestigio, mediaticità e economia. E insieme a Marcialonga anche tutte le manifestazioni di contorno. La nostra manifestazione è realizzata da tantissimi volontari e tanta gente, una quantità di sponsor prestigiosi e un grandissimo prodotto che ci riempie di felicità, la Marcialonga Bodø. Penso che questa andrà avanti parecchio e avrà successo“. A proposito delle condizioni della neve, Corradini aggiunge: “Quest’anno il global warming è diventato global cooling. Abbiamo potuto produrre tanta neve e per Natale ritengo che il 70% del percorso sarà sciabile, a beneficio di tutti”.
Spazio anche a Davide Stoffie, direttore generale di Marcialonga: “Ogni volta mi rendo conto di quanto Marcialonga sia amata e ammirata a casa, in Italia e all’estero. Vedo atleti, appassionati, universitari e amici, così come gli amici di Bodø (dove si svolge la Marcialonga Bodø, ndr) con cui abbiamo ben più di un nome in comune. Ma vedo soprattutto il vero valore di Marcialonga, ovvero i 7500 amatori, che fanno in modo che l’evento sia quello che é. Marcialonga è un vero e proprio capodanno per i suoi partecipanti, che scandisce il tempo, qualcosa al di là di un evento sportivo. Ma è anche tanta cultura e solidarietà. Quello che contraddistingue da sempre Marcialonga è la lungimiranza, che ci ha permesso di investire in tempi non sospetti, per avere poi i benefici in occasione dell’inverno e raccogliere i frutti. Con questa visione io e i nostri uffici lavoriamo con la speranza di avere altre 52 edizioni belle come quelle avvenute finora. Il territorio e la sostenibilità sono poi una componente fondamentale. Grazie all’aiuto delle comunità di Fiemme e Fassa abbiamo la possibilità di attingere dagli acquedotti senza portare via acqua alla popolazione, contribuendo alla produzione della neve in maniera al 100% sostenibile”.
Tra i rappresentanti presenti, anche l’ex azzurro Dietmar Noeckler, miglior italiano al traguardo nella scorsa edizione (25°): “Il double poling? È semplicemente il metodo più veloce per arrivare all’arrivo. Ormai nel circuito Ski Classics è diventata l’unica tecnica usata, salvo qualche gara. Serve tanto allenamento, tante ore e soprattutto la capacità di spingere nella salita ‘Cascata’ alla fine della gara. Piace a tutti venire qua in Italia, la Marcialonga è apprezzata da tutti perché passa in mezzo ai paesi e questo rende speciale la gara permettendo alla gente di seguire tutto il percorso. La Vasaloppet? Le gare in Scandinavia non passano nei centri abitati come succede alla Marcialonga e credo che soprattutto gli scandinavi amino questa differenza”.
Al suo fianco anche Marco Selle, attuale tecnico delle Fiamme Oro, il quale ha aggiunto: “Meglio ti prepari e più ti diverti, anche se si può fare la Marcialonga anche senza allenamento. Mio padre, uno dei primi “Bisonti” ne era un esempio. L’allenamento delle braccia ha comunque un’importanza elevata, così come l’alimentazione. Il double poling è un bel gesto, ma va detto che per divertirsi veramente in questa gara, sciolinare è il modo migliore”.

Parola poi a Marco Albarello, campione olimpico e mondiale da sempre vicino a questa manifestazione: “È un onore essere qui a rappresentare questo evento. L’anno scorso sono mancato a Marcialonga Story e mi è dispiaciuto, quindi quest’anno non mancherò. La regione della Marcialonga non è tanto vicina alla mia a livello geografico (la Valle D’Aosta, ndr), ma è sicuramente vicina alla mia come ideali. Ho accompagnato diversi campioni alla Marcialonga, come Jean Alesi e Claudio Chiappucci, ma veramente da atleta non ho mai avuto l’occasione di farla, essendo anche specializzato in distanze più brevi. Devo fare i complimenti a questa organizzazione per la grande passione che ci mette”.
Presenti, come detto, anche i rappresentanti della Marcialonga Bodø, a presentare nel dettaglio il percorso della versione norvegese della Marcialonga che si terrà il prossimo 22 marzo 2025. Grande entusiasmo e volontà di portare in Italia la passione scandinava, si legge nelle parole di Jon Lauvland Pettersen, direttore marketing dell’evento: “Da questa stagione siamo entrati a far parte del circuito Ski Classics Pro Tour, quindi quest’anno ci saranno due versioni della Marcialonga!”. Un focus, in particolare, sulle similitudini tra Norvegia e Italia nel vivere lo sci di fondo, messe in risalto da questo doppio evento che celebra il legame tra i due paesi e che va oltre il gemellaggio, mettendo in scena collaborazioni che riguardano, ad esempio, uno scambio tra una scuola della Val di Fiemme e un’istituzione di Bodø.
Presentata poi la “Soreghina 2025”, Sofia Franzoni, eletta a Moena ad agosto tra le ragazze sportive e attive nel volontariato nelle valli della Marcialonga. Anche lei tra i finisher della Marcialonga lo scorso anno, ha voluto portare la sua testimonianza: “Sono emozionata di poter rappresentare Marcialonga. Penso che la gara sia solo un piccolo pezzo di tutto ciò che rappresenta la manifestazione, che io ricordo fin da quando ero bambina. Prima come tifosa dei miei genitori, fratelli e amici, poi come volontaria. Marcialonga è mettersi a disposizione, favorendo la connessione tra Fiemme e Fassa che poche volte all’anno si sente così forte”.
Non solo l’evento principale, Marcialonga si caratterizza per i tanti eventi di contorno come le gare Baby, Mini e Young dedicate ai più piccoli, la Marcialonga Stars (25 gennaio), la Marcialonga Story (24 gennaio), la combinata Skirilonga (in collaborazione con lo Skiri Trophy) e anche le due cerimonie – di apertura e di chiusura – che costituiscono un chiaro esempio di tutto quello che aggiunge valore al lato sportivo della manifestazione. A questo si sommano gli appuntamenti estivi, con le classiche versioni “Cycling” e “Running” che prolungano l’attenzione su Fiemme e Fassa anche in periodi lontani dall’inverno.
