Una serata densa di emozioni, memoria e orgoglio quella andata in scena sabato scorso al Pentagono di Bormio, dove lo Sci Club Alta Valtellina ha celebrato i propri cinquant’anni di attività confermandosi una delle realtà sportive più apprezzate della Valtellina e punto di riferimento in Italia per lo sci di fondo ed anche biathlon e skialp.
Seguendo una scaletta articolata e coinvolgente , la serata si è aperta con i saluti del presidente Cristina Andreola, affiancata dai consiglieri del club, e con gli interventi delle autorità presenti: dal vice presidente del Comitato Alpi Centrali FISI Roberto Malvezzi, ai rappresentanti del comprensorio montano, fino ai sindaci del territorio, tra cui Silvia Cavazzi per Bormio e Massimiliano Trabucchi per Valdidentro e Luca Bellotti dalla Valdidentro.
Un momento istituzionale sentito, arricchito anche da un minuto di silenzio dedicato a tutti coloro che hanno contribuito alla crescita dello Sci Club e che non ci sono più. Nel corso della serata, tra immagini e video che hanno ripercorso mezzo secolo di attività, sono stati celebrati i protagonisti della storia dello SCAV: dai primi allenatori del 1976 – da quel Benito Moriconi allenatore di Manuela Dicenta, a Salvatore Del Regno, Ippolito Rastelli e Zeffirino Martinelli – ai primi atleti e dirigenti come Martino Rocca, Bruno Bonetta, Paolo Cola e Narciso Salvadori, fino ai fondatori e innovatori Aldo Rini, Roberto Vitalini e Davide Canclini.
Grande emozione anche per il momento dedicato agli olimpionici, con un lungo elenco di atleti capaci di portare il nome dell’Alta Valtellina nel mondo: da Fabrizio Pedranzini a Fausto Bormetti, da Silvano Barco a Maurizio Pozzi, passando per Marianna Longa che alla sua prima oliampide a Salt Lake City 2002 era ancora tesserata SCAV e poi Mirco Bertolina ed i biathleti Christian De Lorenzi, Mattia Cola, e l’assente Thomas Bormolini.
Una tradizione che affonda le radici ancora più indietro nel tempo, nei pionieri che hanno “aperto la via” alle Olimpiadi partendo dal ricordo di Erminio Confortola a St. Moritz 1928 agli applausi per Maicol Rastelli -Pyeongchang 2022-.
Menzione d’obbligo anche per chi ha contribuito all’evoluzione della tecnica dello sci di fondo con la fondazione a Santa Caterina Valfurva del Laboratorio Alte Prestazioni e del LABIS Arrigo Canclini. Sono intervenuti a fare gli auguri anche Giacomo Baumgarten (Sci Club Bormio), Ermanno Rastelli ( Pol Le Prese) e Pietro Giacomelli (Fondazione Bormio)
Il taglio della torta, affidato ai presidenti che si sono succeduti alla guida del club – Felice Cantoni, Davide Canclini, Luigi Confortola e l’attuale Cristina Andreola – ha rappresentato il simbolo perfetto di una storia condivisa, nel ricordo anche di Fulvio De Lorenzi e Roberto Gasperi.
A seguire, spazio alle foto di gruppo con allenatori e atleti, cuore pulsante di una società che continua a crescere grazie alla passione e all’impegno quotidiano. La serata si è poi conclusa in un clima di festa con il coinvolgente “quizzone”, tra sorrisi e spirito di appartenenza, a conferma della capacità dello Sci Club Alta Valtellina di essere non solo una società sportiva, ma una vera comunità.
E proprio guardando avanti, lo sguardo non può che posarsi sulle nuove generazioni. Tra queste, rappresentano al meglio il futuro del club i giovani Daniel Pedranzini e Federico Pozzi, oggi inseriti nei corpi militari ma cresciuti sportivamente tra le fila dello SCAV.









