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Sci di fondo

Sci di fondo – Parla il Direttore di pista dei Mondiali Masters di sci di fondo di Sappada-Forni Avoltri Pietro Piller Cottrer: “Il lavoro del team è fondamentale per la riuscita di un evento”

Il 2026 si preannuncia come un anno straordinario per l’Italia degli sport invernali. I Giochi Olimpici di Milano-Cortina saranno, naturalmente, i grandi protagonisti, catalizzando l’attenzione mondiale, ma prima dell’evento a Cinque Cerchi, un altro importante appuntamento porterà sulle Alpi centinaia di atleti, in una sorta di felice “anteprima olimpica”. Si tratta dei Campionati Mondiali Masters di sci di fondo, in programma dal 29 gennaio al 6 febbraio nel comprensorio Sappada–Forni Avoltri.

Un evento che intrattiene un legame profondo con i Giochi Olimpici, dei quali rappresenta quasi un preludio. E non a caso: il territorio sappadino ha regalato all’Italia alcuni dei più grandi campioni dello sci nordico e, negli ultimi anni, anche del biathlon. Quale cornice migliore, dunque, per accogliere le centinaia di atleti che arriveranno da tutto il mondo – circa 800 partecipanti, oltre a un numero quasi equivalente di accompagnatori, secondo le cifre delle ultime edizioni – se non una delle culle dell’eccellenza sportiva italiana?

Uno di questi è sicuramente Pietro Piller Cottrer, campione olimpico sotto la fitta nevicata di Pragelato nel 2006 con la staffetta azzurra che demolì, una ad una, le proprie rivali, andando a conquistare l’oro olimpico in casa, dopo una gara da leggenda. Dalla candidatura alla realizzazione dell’evento, Piller Cottrer è in prima linea per garantire che la manifestazione si svolga nel migliore dei modi e che il suo territorio possa mostrarsi al mondo nel pieno del suo splendore. A FondoItalia, il campione, oggi Direttore di pista dell’evento, ci racconta le particolarità dei tracciati e il gruppo di lavoro con il quale sta provando a far sì che tutto vada per il meglio.

“Tutto nasce da una serie di eventi che negli ultimi anni hanno portato Sappada a tornare al centro del panorama sciistico internazionale. Si è partiti con la Coppa Italia, passando per la Coppa Europa e gli EYOF del 2023 e per dare seguito a questa onda di manifestazioni di un certo rilievo abbiamo pensato di allargare i nostri orizzonti puntando ad ospitare i Mondiali Masters di sci di fondo. In questi anni ho lavorato parecchio sul campo, a partire dalle gare regionali, passando per altri eventi sempre più di risonanza internazionale ed essere nominato Direttore di Pista è stata una naturale conseguenza”.

Piller Cottrer poi inizia a spiegare le caratteristiche della pista che ospiterà le gare: “Ogni manifestazione ha delle specifiche tecniche richieste in base al livello. Coppa Italia, Coppa Europa ed EYOF sono omologati per avere determinati dislivelli. Per i Mondiali Masters, invece, c’è tutto un altro tipo di percorsi. Bisogna, infatti, mettere tutti gli atleti in gara nelle migliori condizioni di poter partecipare seguendo le linee guida del regolamento e ammorbidendo le salite toste presenti sul percorso. Vi dò un’esclusiva (ride ndr), ogni salita è stata denominata in onore di chi ha portato Sappada sulla mappa mondiale grazie a vittorie in campo internazionale, quindi i nomi che abbiamo dato a queste salite sono quelli di Silvio Fauner, di Lisa Vittozzi e il mio. Seppure queste salite non verranno affrontate, metteremo comunque sul percorso il cartello che indica i nomi di queste ascese, anche per gratificare chi sta partecipando e gareggiando sulle piste. Ci è sembrato doveroso nei confronti dei quasi 800 partecipanti”.

Il campione olimpico 2006 poi continua rivelando altri dettagli del percorso e della sua squadra: “Il mio lavoro di Direttore di pista parte da lontano. Ho iniziato a mappare la pista più volte durante primavera, estate e autunno, girandola in bici e come da regolamento internazionale ci saranno 3 tipi di anelli: quello da 5, quello da 7.5 e quello da 10 km e per semplificare utilizzeremo tre colori, rispettivamente giallo, verde e azzurro, per mappare le differenze dei giri. In questa prima fase, quindi, c’è tutto il lavoro nascosto che facciamo io e la mia squadra composta da Aldo Fauner, fratello di Silvio e con esperienza ultra ventennale come skiman e Nicola Selenati, allenatore da oltre 30 anni dello Sci Club Camosci, dove siamo cresciuti praticamente tutti: Silvio, io e Lisa. Questo Sci Club è praticamente il punto di partenza ed è anche una fucina oltre che di talenti, anche di giovani appassionati e conta, ad oggi, circa 70 ragazzi che si cimentano tra fondo e biathlon. Inoltre, Camosci è anche il nome della storica salita del percorso, la più dura in assoluto, che prende il nome proprio dal nostro Sci Club”.

Dopodiché Piller Cottrer spiega come la squadra sia il motore pulsante della manifestazione: “Io, Aldo e Nicola stiamo arruolando un po’ di amici che ci daranno una mano durante la manifestazione poiché ci saranno gare sia al mattino con la tecnica classica che al pomeriggio, con quella libera. Per questo evento le condizioni sono un po’ particolari poiché la giornata è lunga a differenza di Coppa Italia, Coppa Europa ed EYOF dove si gareggia solo al mattino. I nostri amici volontari si divideranno in turni tra mattina e pomeriggio, non pretendiamo di farli stare tutta la giornata come noi organizzatori anche perché sappiamo che sarebbe un lavoro eccessivo e non sono, giustamente, preparati mentalmente a gestire tutto questo lavoro. Si parte la mattina alle 6:30/7 con la preparazione della pista e si chiude con le premiazioni dopo le 17:00”.

Pietro continua spiegando come in questi anni si siano limati tanti dettagli per rendere l’organizzazione sempre migliore: “In questi anni ci siamo strutturati in maniera tale che, per ogni settore, ci sia un team con responsabilità di settore: pista, sanitario, segretari, stadio, premiazioni e ognuno ha un gruppo di lavoro e un tramite per le esigenze esterne più disparate. I volontari, chiaramente, ci aiutano tantissimo e fanno sì che tutto vada per il verso giusto. A quest’evento poi, con le gare su due siti (Sappada per le gare individuali e Forni Avoltri per le staffette ndr), siamo arrivati ad avere 45 persone tra tutto lo staff di organizzazione delle piste e poco più di un centinaio in totale. La nostra forza è quella di circondarci di persone appassionate e competenti e abbiamo la fortuna che questa filiera si è rodata sempre di più nel corso degli anni”.

Il quattro volte medagliato olimpico torna poi sulle gare che verranno disputate ai Mondiali Masters: “Nonostante ci siano tante differenze nelle categorie che variano dalla M1 con gente di 35 anni alla M13 dove sono presenti i novantenni, il regolamento internazionale prevede che le salite difficili non debbano essere affrontate per mettere nelle migliori condizioni tutti i partecipanti. Il giro da 5 km è quello meno impegnativo di tutti per far sì che anche gli anziani non abbiano difficoltà. Loro faranno 3 gare: la 5, la 10 e la 15 km sempre su questo anello. Il giro da 7.5 km ha qualcosa di più tecnico e verrà utilizzato per la 15 km da determinate categorie, mentre quello da 10 km ha principalmente un tratto più panoramico e verrà utilizzato per la 30 km. Abbiamo deciso di optare anche per la collaborazione con Forni Avoltri proprio perché questi due paesi oltre ad essere limitrofi sono molto coesi tra loro e per le staffetta saranno presenti due percorsi: uno per la tecnica classica e uno per la tecnica libera. Sarà un grande spettacolo”.

Prosegue parlando del suo futuro dopo la conclusione della carriera da professionista: “Non appena mi sono ritirato dalle competizioni sono diventato subito allenatore di Coppa Europa. Guardando come venivano gestite le gare ho quindi fatto esperienza e tra questo e il lungo passato di Coppa del Mondo diventare Direttore di pista è stata una naturale conseguenza. Non ho lasciato nulla al caso e mi sono messo a disposizione per la società che mi ha allevato decidendo di mettere a disposizione delle manifestazioni le mie competenze acquisite negli anni. Sono quindi diventato ufficialmente Direttore di pista nel 2021. In passato, nel direttivo, c’erano tante persone motivate per fare questo lavoro alle quali però mancava il background per risolvere i problemi più disparati di un’organizzazione di pista e quindi chiedevano spesso a me e da lì, insieme ad Aldo e Nicola, abbiamo deciso di intraprendere quest’avventura. Ci definiscono i problem solver (ride ndr)”.

Verso la fine della nostra intervista Pietro ci racconta un aneddoto legato al ruolo di Direttore di pista: “Allora, bisogna fare un percorso che parte dalle gare regionali, a quelle nazionali, fino a crescere a livello internazionale. A settembre di quest’anno ho conseguito il patentino di Giudice di gare, che chiarisco non essere l’ambizione primaria della mia vita, ma semplicemente perché da questa stagione, per essere Direttore di gara di eventi di prima fascia serve essere anche Giudice di gara e quindi mi sono messo a disposizione della mia società e ho conseguito questo tesserino”.

Conclude poi con una speranza che è anche un sogno che spera possa tramutarsi in obiettivo: “Lo scorso anno siamo stati contattati dal Tour de Ski per ospitare due gare visti i problemi di location che hanno avuto, ma alla fine non se n’è fatto nulla. Sappada ha ospitato poi nel 1994 e nel 1998 gare di Coppa del Mondo di sci e devo dire, ad essere del tutto sinceri, che ogni tanto il pensiero ad organizzare una gara lo faccio. Per adesso non è un obiettivo reale, più un sogno, ma chissà il futuro cosa può regalarci…”

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