La Norvegia vince la staffetta maschile di Oestersund con una prova autorevole dalla prima alla terza frazione. La vittoria del team scandinavo, in casa degli acerrimi rivali svedesi, non è mai stata in discussione fino al penultimo poligono, poi Christiansen si è un po’ complicato la vita, ma ha comunque portato a casa il successo, regalando però agli appassionati un finale emozionante ed imprevedibile. Uldal è stato protagonista di un ottimo lancio, poi Frey e Laegreid hanno ampliato e amministrato il margine di vantaggio su tutte le dirette rivali, in particolare la Francia, quindi il già citato brivido finale.
La nazionale transalpina ha pagato una partenza a rilento a causa degli errori di Fabien Claude al lancio e ha poi cercato una rimonta complicata per la vittoria, dovendo infine accontentarsi della piazza d’onore, nonostante le buone prestazioni di Fillon Maillet e Jacquelin. Perrot ha infine avuto una mezza possibilità per rientrare sulla vetta, ma le due ricariche nel poligono a terra non gli hanno consentito di riagganciare Christiansen, che come suo solito si è poi difeso alla grande nell’ultimo giro, nonostante il margine esiguo sullo scatenato francese.
Sul terzo gradino del podio la Svezia, anch’essa in grande rimonta dopo una prima frazione deficitaria e sostenuta da un ottimo Samuelsson, che per un istante ha anche assaporato la possibilità di un clamoroso colpaccio. NEVER GIVE UP potrebbe essere oggi il motto del team padrone di casa, che gioisce per il bel risultato, visto anche che dopo la prima frazione si trovava al 15esimo posto. Quarto posto per la Germania, anch’essa in rimonta e quinti gli USA.
L’Italia deve accontentarsi di un piazzamento fuori dalla zona medaglia. Peccato perchè gli azzurri sono stati protagonisti di una prestazione eccellente per gran parte della gara, restando in corsa per il secondo posto fino alla terza frazione. Patrick Braunhofer è stato eccezionale al lancio e ha mostrato grandi progressi sugli sci, oltre alla sua proverbiale precisione al tiro. Anche Lukas Hofer è stato autore di un’ottima prova di esperienza, mostrando un buon ritmo nella parte del fondo e usando bene le ricariche.
Purtroppo sono arrivati per Didier Bionaz troppi errori nel poligono in piedi, un vero incubo per lui, che gli è fruttato ben tre giri di penalità, che hanno compromesso le chance azzurre. Tommaso Giacomel in ultima frazione ha preso il testimone in nona piazza e ha fatto del suo meglio per recuperare, sfoderando la solita ottima prestazione sugli sci e una buona precisione al poligono, chiudendo al sesto posto finale, senza forzare troppo nell’ultimo giro.
Chiudono la top ten al settimo posto la Cechia, poi ottava piazza per la Svizzera, quindi Ucraina e Slovenia. Tutte queste nazioni non sono mai state in lotta per le posizioni che contano.
CRONACA DELLA GARA
Dopo la staffetta femminile, prende il via anche la versione maschile della coppa del mondo di biathlon ad Oestersund, anch’essa con una prova riservata alle nazionali, sulla distanza di 4×7,5 km. Sotto le luci dei riflettori, c’è grande attesa per il possibile duello per la vittoria tra le due corazzate Francia e Norvegia, mentre la lotta per il podio dovrebbe essere appannaggio di molte nazioni. Curiosità infine per la prestazione degli azzurri, guidati da un Giacomel molto carico e fiducioso alla vigilia. Rispetto alla gara femminile c’è più vento.
Per l’Italia al lancio c’è Patrick Braunhofer, mentre si pone subito a tirare davanti al gruppo Uldal, che fa immediatamente selezione. Nel tiro a terra il più veloce ad uscire è proprio l’azzurro, con un eccellente 5/5. Italia quindi al comando, seguita dall’Austria, mentre tutte le altre nazioni top hanno usato delle ricariche e sono a 20″ circa di ritardo, alle spalle di molte squadre meno quotate. Nel secondo giro Francia e Norvegia rientrano grazie agli forzi di Fabien Claude.
Si giunge quindi al poligono in piedi, che diventa un terno al lotto a causa delle folate di vento. Fioccano errori e giri di penalità: in questo contesto i due migliori sono Uldal e Braunhofer. L’azzurro è bravo a pazientare e a chiudere con solo una ricarica, mentre il norge è più rapido, ma ne usa due. Disastro Francia con due giri di penalità. Uldal si invola nell’ultima tornata e al cambio ha 25″ di margine sull’Italia, poi Austria, Belgio e Svizzera. Francia solo nona a oltre un minuto e ancor più indietro Svezia e Germania. Con queste condizioni di vento ci sono tutti i presupposti per una gara ricca di stravolgimenti e colpi di scena. Molto bene per gli azzurri Braunhofer, difesosi alla grande anche sugli sci.
Nella seconda frazione l’Italia si affida all’esperienza di Lukas Hofer, mentre per la Norvegia c’è il giovane Frey. L’altoatesino rosicchia secondi sugli sci e al poligono a terra Frey è perfetto, mentre Luki usa due ricariche ed è scavalcato dall’Austria, mentre da dietro cerca di recuperare Fillon Maillet. Il bleu è scatenato e raggiunge il gruppetto al secondo posto, in cui ci sono anche Italia, Svizzera e Austria. Al tiro in piedi questa volta il vento è meno fastidioso e non preoccupa Frey, che è veloce e pulito. Dietro una ricarica a testa per Hofer e Fillon Maillet che inseguono a quasi un minuto. Germania e Svezia a 2′. Ultimo giro di alto livello per il carabiniere della Val Pusteria, che tiene a bada Fillon Maillet e cambia secondo.
Laegreid prende il testimone con un margine rassicurante, 50″. Dietro Jacquelin spinge e stacca Bionaz, che intelligentemente non forza il ritmo per seguire il francese. Nel tiro a terra Laegreid esce dopo una ricarica, mentre Jacquelin trova lo zero e prova a rosicchiare secondi. Bionaz chiude con una ricarica e resta saldamente al terzo posto. Al suo inseguimento c’è ora la Germania, con un distacco di circa 30″. Nel poligono in piedi Laegreid tentenna e deve usare due ricariche, ma sbaglia anche Jacquelin, che forza ed è costretto al giro di penalità. Purtroppo però sbaglia molto anche Bionaz, che commette un disastro al tiro e deve girare tre volte. Al terzo posto risale così la Germania di Nawrath, mentre sono quarti gli USA, guidati da uno splendido Wright. Italia scesa al nono posto e corsa per il podio compromessa.
La frazione finale vede al via Christiansen per la Norvegia, mentre la Francia schiera Perrot. L’Italia ha Giacomel per tentare una rimonta disperata. Christiansen a sorpresa a terra va in grande difficoltà ed è costretto al giro di penalità. Perrot però non ne approfitta ed è costretto ad usare due ricariche e clamorosamente al secondo posto c’è ora la Svezia di Samuelsson, che trova lo zero. Lo svedese aveva 1’16” di ritardo all’ingresso del poligono e ora è solo a 10″ dalla vetta. Gara riaperta!
Samuelsson è ora sospinto dal pubblico di casa e cerca di completare una rimonta che sarebbe epica. Christiansen però rimedia al pasticcio del tiro a terra e trova lo zero rapido in piedi, ma Perrot è micidiale, chiude la serie in tempi record e si lancia all’inseguimento del successo. Il francese però nel giro conclusivo non riesce a rientrare e deve accontentarsi del secondo posto. Samuelsson con una ricarica porta la Svezia ad un comunque incredibile terzo posto.
Classifica finale, TOP 6
- Norvegia (M. Uldal, I. Frey, S.H. Laegeid, V. S. Christiansen) (1+10) 1h11’10.8
- Francia (F. Claude, Q. Fillon Maillet, E. Jacquelin, E. Perrot) (3+11) +15.3
- Svezia (V. Brandt, J. Nelin, M. Ponsiluoma, S. Samuelsson) (3+14) +24.7
- Germania (J. Strelow, D. Riethmuller, P. Nawrath, P. Horn) (0+9) +55.7
- USA (P. Schommer, M. Germaine, C. Wright, S. Doherty) (2+14) +1’25.3
- Italia (P. Braunhofer, L. Hofer, D. Bionaz, T. Giacomel) (3+10) +1’55.4

