La sprint in classico di ieri in Val di Fiemme, penultimo appuntamento del Tour de Ski 2025/26 e banco di prova della pista olimpica che verrà utilizzata tra circa un mese, ha acceso un acceso dibattito tra gli atleti, in particolare tra i norvegesi. La nuova conformazione del tracciato di Lago di Tesero, modificata in vista dei Giochi, è apparsa subito più lunga e impegnativa rispetto ai classici percorsi da sprint che vengono utilizzati in Coppa del Mondo, suscitando insoddisfazione soprattutto nel settore femminile.
A sollevare la questione ai microfoni dei media norvegesi è stata Heidi Weng, eliminata nei quarti di finale, che ha sottolineato come il percorso sia eccessivamente lungo, “forse troppo lunga per una gara femminile” ha detto a VG “se decidessero di accorciarla per le donne, allora dovrebbero farlo anche per gli uomini, visto che si è stabilito che le distanze siano uguali.”
Il dato che colpisce di più è il confronto dei tempi di percorrenza con altre sprint del massimo circuito: la sprint di Val di Fiemme risulta infatti quasi un minuto più lenta rispetto a quella di Ruka. Una scelta che ha spinto diverse atlete a parlare apertamente di una decisione discutibile, come ha fatto ad esempio Ingrid Bergene Aabrekk: “È assurdo che una sprint duri quattro minuti. Non facciamo distanze del genere nemmeno in Coppa di Norvegia, e qui invece sì. È semplicemente troppo lunga.”
In passato anche Johannes Høsflot Klæbo aveva evidenziato le difficoltà tattiche del tracciato, definendolo complesso da interpretare: una pista che non premia necessariamente chi prende subito la testa della gara e che permette rimonte anche da posizioni arretrate.
Una caratteristica che non tutti però trovano negativa. Ebba Andersson, ad esempio, offre una lettura opposta, sottolineando il valore quasi formati del percorso: “Per le norvegesi è un’ottima occasione per allenare le qualità richieste da questa pista”. Sulla stessa linea il compagno di squadra della svedese, Edvin Anger, che difende la scelta di chi ha creato questo nuovo tracciato: “La pista è buona. È vero, è un po’ più lunga, ma alla fine vince il più forte”.


